Il Padova ritrova Varricchio

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Dove eravamo rimasti? A parte una brevissima apparizione a Sesto San Giovanni, Massimiliano Varricchio mancava in campionato da due mesi, esattamente dalla sfida vinta dal Padova sul campo di Pagani grazie anche a un rigore da lui stesso procurato. Le trasferte campane evidentemente portano bene all´ex attaccante di Treviso e Napoli, che ha dovuto attendere solo ventuno minuti per riprendere confidenza con il gol. Altrettanto tempo gli è servito per suggellare la sua prima doppietta con la maglia biancoscudata, ma rimane al tempo stesso il rimpianto per un bottino che avrebbe potuto essere ancora più consistente e per una vittoria sfumata anche in questa occasione per qualche errore di troppo in difesa e sul fronte offensivo.
«L´ultima doppietta racconta Varricchio risale a una partita della passata stagione con l´Arezzo quando militavo nello Spezia. A livello personale ho provato una grande gioia e non posso che essere soddisfatto. Ero fuori da un bel po´ di tempo e ricominciare con due reti è sicuramente di buon auspicio. Estendendo l´analisi, rimane invece un pizzico di rammarico per non avere vinto; con un po´ di attenzione in più potevamo farcela». I veri rimpianti dell´attaccante, tuttavia, sono legati ai guai fisici che lo hanno tenuto fuori in tempi recenti: «Purtroppo negli ultimi anni ho dovuto saltare troppe gare per problemi all´adduttore. Lo scorso anno, ad esempio, guardando i minutaggi, le mie sette marcature si sono concentrate in sedici o diciassette gare, per cui, giocando di più, avrei potuto segnare maggiormente. Lo stesso vale nell´attuale torneo (quattro gol, ndr) in cui, sommando le mie apparizioni totali, non raggiungo le sei partite. Il bottino è dunque buono, ma c´è sempre la possibilità di migliorarsi».

Domenica stessa, prima e dopo le sue reti, non gli sono mancate le occasioni per colpire: «In quella a inizio gara ho perso il passo, la palla mi è rimasta sotto ed è arrivato un difensore; nella ripresa è stato bravo il portiere, in un frangente a deviare il mio tiro e nell´azione successiva a ribattere con il corpo». Può avere inciso nel secondo tempo un po´ di stanchezza? «In parte sì, dato che il campo era pure diventato pesante. Vista la lunga assenza, comunque, fisicamente mi sono sentito abbastanza bene». Tornando al doppio exploit a Cava dei Tirreni, Varricchio non fa preferenze: «Non so quale dei due sia stato il gol più bello, anche perché sul primo ero girato. Aldilà dell´aspetto estetico, l´importante è che la palla entri in porta, anche perché non è mai facile, come può sembrare, andare a segno». E l´intesa con Di Nardo sembra funzionare bene. «Per le nostre caratteristiche, ci integriamo molto bene, pur avendo giocato insieme solo due partite. Lui punta sulla rapidità, io posso contare sulla forza fisica».

Possiamo dire che con il pareggio di domenica per il Padova il peggio è passato? «In un campo caldo come quello campano, non a caso imbattuto da più di due anni, la squadra ha fornito una buona risposta caratteriale. Resta il rimpianto che per vincere non sia bastato segnare due gol alla Cremonese e altrettanti alla Cavese, cosa che era riuscita in precedenza a poche formazioni. Occorre maggiore attenzione nella fase difensiva e il discorso coinvolge tutti i giocatori, dal momento che le reti avversarie domenica sono arrivate sugli sviluppi di una rimessa laterale e di un calcio d´angolo».

Senza lasciare il tempo di tirare il fiato, il campionato prevede domani sera all´Euganeo (calcio d´inizio alle 20.30), la sfida con il Foggia. «Come la Cavese, i pugliesi erano partiti con grandi ambizioni, ma possono contare su un organico ancora più attrezzato. Indipendentemente dall´avversario, dobbiamo pensare a dare tutto in campo per tornare all´appuntamento con i tre punti senza i quali il recupero sulle prime può diventare più difficile. Una vittoria, poi, regalerebbe a tutti noi grande fiducia».

Fonte: Il Gazzettino
Fonte foto: Biancoscudati.net