Un tuono segue quasi sempre un fulmine.
Un boato (il ruggito dello Zaccheria) dopo una saetta (Di Roberto).
Nunzio Di Roberto, a vederlo, non sembra un calciatore. E´ molto pi� simile ad un centometrista, un atleta olimpico, un giocatore sottratto all´atletica e prestato, con ottimi risultati, al prestigioso mondo del pallone.
E´ arrivato a Foggia in punta di piedi, senza troppe pretese. Abbandonato da Campilongo, defibrillato da Galderisi, Di Roberto si sta, invece, rivelando una delle armi in pi� del nuovo Foggia. Velocit� disarmante, scatto fulmineo e tanto fiato fanno della Saetta un folletto impazzito ed imprendibile per le difese avversarie che, per due volte consecutive (a Cittadella e con il Venezia), se lo sono visti sfuggire sotto gli occhi riapparendo magicamente davanti alla porta per depositare il pallone in rete e lanciarsi nella sua esultanza stile Adriano (vedi rete contro il Venezia, con conseguente esultanza alla culturista, gonfiando i muscoli per assumere un atteggiamento ´cattivo´).
E´ una delle tante sorprese di questo Foggia targato Galderisi e titolare inamovibile di un rapidissimo attacco con De Paula e Mancino.
E´ una storia quasi magica la sua: from zero to hero. Dal nulla alla maglia da titolare. Dalla panchina (o tribuna) al campo. Dai fischi dei tifosi alla standing ovation.
Un flash, il campo si illumina, la palla sparisce per riapparire in rete, il tuono dello Zaccheria. Non � un incantesimo. Non � un´illusione alla David Copperfield. E´ la realt� in cui ormai vive Di Roberto. Il dardo olimpico, la Saetta del divino Galderisi.
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