Trovare un protagonista nella partita (se possiamo ancora chiamarla così) di Salerno non è affatto facile. Anzi, è praticamente impossibile.
Impossibile così come era impossibile giocare a calcio nella piscina dell´Arechi, dove i calciatori (prima di cambiare sport e passare al pugilato) sembravano sprofondare nelle sabbie mobili della fanghiglia che dominava il disastrato terreno campano.
Un applauso va fatto, per ciò che si è visto sul campo, a Marruocco, l´unico capace di guadagnarsi la pagnotta e mettersi in luce con tre belle parate.
Una bordata di fischi, invece, spetta al presidente campano Lombardi che, oltre a giustificare l´atteggiamento ignobile di alcuni pseudo tifosi salernitani (che, nel postpartita, hanno preso d´assedio la sala stampa), si è lasciato andare a una dichiarazione che ha lasciato tutti a bocca aperta: “Se questa è l´armata Foggia che deve ammazzare il campionato allora io non capisco niente di calcio”. Appena due cose da appuntare: come si fa a giudicare una partita che non c´è stata (perchè quella ´cosa´ vagamente accostabile ad una gara di pallone, in realtà, non può definirsi tale)? E, infine, caro presidente, mi trova d´accordo su quanto affermato da lei stesso riguardo le sue competenze calcistiche che, come direbbe William Thomson Kelvin, sono pari a -273,15 °C, ossia uguali allo zero assoluto.
Il 15 novembre 2006 resterà, purtroppo, per molto tempo una ferita aperta nel cuore degli appassionati: è il giorno in cui Eupalla, la musa ispiratrice dei calciatori e del calcio (di ´breriana´ memoria), è deceduta a Salerno. Spettacolo inesistente in campo e orrore a fine gara. Non ha potuto sopportare tutto ciò e si è spenta.
Sarà comunque in grado di risorgere dalle sue ceneri come l´araba fenice? Solo il tempo potrà dirlo. Resta il fatto che a Salerno è morta (e forse lo era già da un pezzo).
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