IL PERSONAGGIO: Marruocco, attento al Lupo…

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Stadio ´Partenio´ di Avellino, trentunesimo minuto e qualche secondo, per la cronaca 32´: calcio di punizione per gli irpini da posizione decentrata. Si incarica della battuta Gaetano Grieco, ex rossonero, noto per i suoi piedi di fata. La traiettoria disegnata dalla bacchetta magica del fantasista biancoverde è infima, ma non estremamente pericolosa. Ci sono tre soluzioni (controllare nel manuale del portiere alla voce ´istruzione per il buon uso delle mani´) per evitare che la palla si trasformi in una granata pronta ad esplodere. Primo caso: respingere la palla indietro e in alto (sopra la traversa) o di lato, per salvarsi in calcio d´angolo. Secondo caso: respingere la palla con i pugni e spedirla lontano. Terzo caso, la cosiddetta ´soluzione Castelli´: bloccare la sfera e annientare la conclusione.
Marruocco, in pieno stile ´marruoccata´, naturalmente, non opta per alcuna di queste soluzioni. Sarebbe stato troppo normale per un tipo imprevedibile come lui. E allora respinge la palla delicatamente in avanti e la frittata è fatta: Garzon (che non aveva mai avuto il piacere di tirare in porta con la maglia dei Lupi) controlla la sfera e, vedendo Marruocco che invece di tornare verso la linea di porta per parare, eventualmente, almeno il suo tiro, cercando di avanzare per venirgli incontro, si ricorda di essere il numero undici avellinese, distoglie lo sguardo da quel portiere spettacolare, e fa l´unica cosa che poteva fare: segnare.
Dodicesimo minuto della ripresa: un lancio lunghissimo dell´Avellino (azione partita dal numero uno irpino, Gragnianiello) pesca Evacuo che sovrasta Ignoffo e si lancia palla al piede nella metà campo del Foggia. Oltre trentacinque metri di campo lo separano dalla porta rossonera. E´ solo, ma dalle corsie esterne alcuni calciatori foggiani stanno cercando di raggiungerlo. Marruocco (che essendo un tipo iperattivo non riesce a stare fermo) decide di correre incontro ad Evacuo (mica una bertuccia qualsiasi) che, con la palla che rimbalza, conclude a rete con un pallonetto che si insacca a porta sguarnita: facile come un bicchiere d´acqua (praticamente l´unica cosa venuta bene al portiere foggiano è stato un doppio dribbling effettuato qualche minuto dopo. Inutile descrivervi le coronarie dei tifosi rossoneri in quel momento…).
Basta la cronaca di queste due azioni per dipingere l´assurdità che ha travolto inspiegabilmente l´estremo difensore del Foggia, capace, in due gare, di regalare quattro punti all´Avellino (anche all´andata una sua papera regalò agli irpini la rete del pareggio). Ci si chiede il perchè di ingenuità simili. Perchè un portiere dalle indubbie qualità tecniche debba commettere errori così grossolani. Un dilemma che, forse, nemmeno Marruocco in persona riuscirà a risolvere. D´altra parte lui è fatto così: o lo si ama o lo si odia. Ma perchè deve sempre riuscire a farsi detestare? Sta a lui ora dimostrare il contrario. Anche perchè in panchina c´è Castelli che scalpita…

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