Il suo tallone d´Achille sono sempre state le uscite. Non lo ammetterà mai il buon Vincenzo, ma purtroppo è così. E proprio come nella guerra di Troia, il nostro Achille-Marruocco, dopo aver compiuto una prodezza eroica togliendo dall´incrocio dei pali un delizioso tiro in girata di Grieco, si accascia al suolo, tornando nella polvere, ferito nell´orgoglio (lui che un gol non vorrebbe subirlo mai, nemmeno alla Play Station) e, colpito nel suo punto debole, crolla al suolo, tramortito.
E´ il secondo minuto di recupero del primo tempo: l´arbitro ha già il fischietto in bocca pronto ad emanare quel poco di aria che basta per emettere un suono che avrebbe salvato il Foggia dal fantasma di Lupo Evacuo, un orco nella difesa rossonera. All´improvviso una palla fionda in area, Marruocco (forse troppo sicuro, forse troppo insicuro… solo lui può dirlo) salta per afferrare la sfera che però gli sfugge (episodio che sarà sottoposto ad esami del dipartimento della scientifica; pare che siano state trovate tracce di sciolina sui guanti del numero 1 rossonero). Nel raggio d´azione di dieci metri non c´è nessuno per raccogliere la palla, nè un difensore del Foggia, nè un attaccante dell´Avellino. Solo Evacuo (che ha il dono dell´ubiquità) riesce a comparire davanti a Sua Maestà (la palla, ndr) prima di tutti e a catapultarla in rete con uno score fantasmagorico: 1 palla giocata = 1 palla trasformata in rete (manco avesse avuto la bacchetta magica!).
Prosegue, dunque, il mito di Marruocco, più che un portiere una figura mitologica: mezzo supereroe (vedi interventi miracolosi), mezza saponetta (vedi il disastro che ieri sera ha permesso all´Avellino di portarsi in parità).
I tifosi del Foggia sono abituati a Marruocco e al suo alter ego, ma per quanto tempo riusciranno a perdonarlo? Il tifoso si sa… Non pensa, agisce…
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