IL PERSONAGGIO: Pecchia, un nome una garanzia

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Il Foggia scende in campo a San Marino con la speranza di tornare a casa con il bottino pieno. Con la voglia di fare il colpaccio ´internazionale´… E così, pronti via, nemmeno il tempo di allacciarsi gli scarpini, nemmeno il tempo di disporsi chi in campo, chi sugli spalti, che un tizio dal nome illustre raccoglie palla dalla distanza e la scaraventa nell´angolo più lontano: Pecchia fa centro, 0-1, il cronometro segna 23 secondi esatti.
A questo punto per il San Marino è come giocare ad handicap. O, meglio… è come giocare con un uomo in meno… e già, perchè in maglia rossonera c´è un certo Fabio Pecchia che, a dispetto dell´età, in campo vale per due. Un nome una garanzia. Un passato illustre, un presente da trasformare in trionfo con i colori rossoneri. E lui ci crede. Glielo si legge negli occhi, la B la desidera con tutto sè stesso. Ne è un lampante esempio il repentino gol contro i Titani, lo conferma il colpo da circo con caviglia e ginocchio snodabili (manco ci avesse applicato lo ´svitol´) con il quale fa sparire la sfera all´avversario per lanciare Giordano in una fuga trionfale verso la rete del 3-1, firmata Salgado che, raccolta un´apertura di Cardinale, si presenta freddo come una lastra di ghiaccio della Groenlandia davanti al suo marcatore diretto che evita con una finta secca prima di scaricare alle spalle dell´incolpevole Dei… incolpevole in questo caso… Perchè il numero uno sanmarinese nonostante il cognome da supereroe e la fama di pararigori (ne parò, contro il Foggia, uno ad Oliveira e uno a Dall´Acqua) si è reso protagonista di una papera che avrà fatto scompisciare anche quelli della Gialappa´s band: calcio di punizione per il Foggia, sulla palla Nicola Princivalli. L´esecuzione ha la pericolosità di una piuma che ti sfiora il viso (al massimo ti fa il solletico), la caparbietà del portiere è nulla, persa nel vuoto del cosmo. Il tiro telefonato di Princivalli è visto da Dei come ´troppo facile per creare problemi´… eppure: zac! 2-0… La palla viene ´battezzata´ fuori da Dei che, senza accennare il minimo tuffo (anzi, alza anche le braccia!), la guarda sbattere sul palo, carambolargli sulla caviglia e rotolare in rete tra le risate dei rossoneri che, trascinati da quel diavolaccio di Pecchia, si trasformano in barbari facendo razzie in terra straniera, conquistandola. Proprio lì, sì, a San Marino, dove nemmeno Napoleone ci era riuscito, Fabio Pecchia & co. ce l´hanno fatta… Segnale positivo? Speriamo… Certo è che quel ´nonnetto´ venuto da Ascoli ci sa proprio fare a dispetto della sua carta d´identità…

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