Il Personaggio: Plasmati nel miglio verde

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PREMESSA: Stadio Blasone di Foligno. Il minuto è il ventitreesimo della prima frazione di gioco. Calcio di punizione dalla sinistra per il Foggia, se ne incarica Mora: grande mischia a centro area, Cacciatore (difensore centrale del Foligno) si posiziona sul palo, Colombaretti due metri prima, la palla supera tutta l´area come un proiettile vagante, il numero 7 rossonero allunga la gamba, ma non tocca la sfera che termina invece su Cacciatore stesso e va in rete. Foggia in vantaggio… anzi no… La bandierina alzata dalla signor(in)a (doppia opzione perchè non conosciamo i dettagli del suo stato sociale) Simona Perrotta nega la gioia ai rossoneri: per lei è fuorigioco. (Silenzio e balla di fieno che rotola, stile far west, dopo queste parole). Come si fa ad annullare un gol per fuorigioco se questo è stato realizzato su autorete e se c´era un difensore sulla linea? Poteri degli allucinogeni cambogiani utilizzati dalla terna arbitrale? X-Files: la verità è là fuori…
Chiarito ciò (anche se facendolo stiamo ingoiando un boccone gigante ed amarissimo nonchè pesante da digerire…), passiamo al personaggio della settimana.
IL PERSONAGGIO: “Uomo morto che cammina! Uomo morto che cammina!”. No, non è l´urlo dei carcerieri che conducevano il condannato a morte verso il suo destino nel film “Il miglio verde” purtroppo. E´ l´ingresso in campo di Plasmati… Il Foggia, fino alla sciagurata sostituzione Biancone-Plasmati, stava andando abbastanza bene: un gol regolare annullato e diverse palle gol create. Poi, 56´, entra il gigante ex Catania e il nulla prende il sopravvento. L´oblio si fa largo nella metà campo dei padroni di casa, il Foggia resta in dieci uomini e questa volta non per una sua espulsione. Dov´è Plasmati? Un metro e novantanove centimetri (mica un pigmeo) di attaccante e non si vede. Salta in ritardo, sempre anticipato di testa, sbaglia i movimenti, corre poco e, a tratti, è persino scoordinato. Quasi colto da amnesia cerca per tutta la gara di ricordarsi il perchè della sua presenza sul rettangolo di gioco, senza che la sua domanda trovi soddisfazione. Lo scarso periodo di forma del centravanti spilungone del Foggia è evidente, ma sono anche passate dodici gare… Insomma, due sono le cose: o bisognerà aspettarlo ancora un paio di gare (per vedere se ´ingrana´) o ci sono dei limiti piuttosto evidenti (anche tecnici) e bisogna rassegnarsi. Naturalmente ci auguriamo che la prima opzione sia quella giusta.
Le potenzialità, a detta di tutti, il calciatore le ha. Il problema è che, fino ad oggi, si sono viste poco (tanto per usare un eufemismo). E mentre lo attendiamo vediamo gli attaccanti avversari infilzarci come spiedini… Speriamo solo, come tali, di non finire (e si parla in genere, non più del povero Plasmati) dalla padella alla brace.

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