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mercoledì , 21 Ottobre 2026
FOGGIA CALCIO

IL PERSONAGGIO: Princivalli, nel segno del destino

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DERBY DELLA DAUNIA. 28´st: il campo minato dello Zaccheria accoglie l´ingresso di Nicola Princivalli che rileva Fabio Giordano (ribattezzato dalla tifoseria foggiana ´Umberto´, come il mai dimenticato musicista).
La gara in quegli attimi si svolge in massima tensione, come un sottile filo di lana in un gioco di rasoi affilati. I nervi sono duri come l´acciaio, gli animi roventi come il metallo fuso.
Vincenzo Marruocco (che al 5´ del primo tempo aveva pensato bene di ´azzoppare´ Bonvissuto regalando un calcio di rigore, poi trasformato, al Manfredonia) veste i panni del gladiatore Massimo Decimo Meridio, guarda i suoi compagni e urla: “Al mio segnale, scatenate l´inferno!”. Detto, fatto. Al 33´ il signor Mannella di Avezzano (meglio conosciuto come il maestro Do Naiscimiento per le sue visioni cosmiche) decide che le persone tra campo e panchina sono troppe ed espelle il ds Salerno, il centravanti Dall´Acqua (che aveva ben udito le parole di Marruocco) e il sipontino Machado. Lo Zaccheria si trasforma nel Colosseo.
Al 45´ Chiaretti decide di farsi una scampagnata tra le verdi terre della trequarti biancoceleste e la retroguardia manfredoniana, serrati i ranghi, lo abbatte nei pressi dello spigolo destro dell´area di rigore. Il calcio di punizione viene affidato a Nicola Princivalli, i tifosi sono increduli, ma speranzosi. Il centrocampista rossonero usa il suo piedino sinistro come se fosse una mano di Chopin e la traiettoria che ne viene fuori è musica per le orecchie del Foggia: 2-1 in rimonta, a tempo quasi scaduto!
Un gol scritto nel destino quello di Princivalli. O, meglio, scritto nel suo nome: Nicola (che deriva dal greco ´Nicolaus´), non per niente, significa ´vincitore tra il popolo´. E poi, aveva già segnato in maniera simile tempo fa, sempre in un derby (ma un po´ più illustre), quando con la maglia del Messina trafisse (sempre su punizione) la rete del Palermo.
La punizione è di una precisione pazzesca e, vista dalla tribuna stampa, sembra aver preso un effetto strano, quasi magico, che sorprende il portiere sipontino Sassanelli, immobile, attonito, frastornato. Per dirla alla Manzoni: ei fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette Sassanelli immemore, orbo di tanto spiro…
Marruocco (ricordiamo, meglio conosciuto come Massimo Decimo Meridio) allora, in preda ad una crisi nervosa, si rivolge ai sipontini con tono solenne: “Se vi ritroverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perchè sarete nei campi elisi e sarete già morti!”. Giglio, però, non ci sta e, alle parole di Marruocco, risponde trasformando l´area del Foggia in un ring: abbatte l´estremo difensore rossonero (che, dopo il parapiglia, se notate bene, riesce a cadere anche da solo, segno della spossatezza e della stanchezza che si è abbattuta su di lui, reo di aver assistito con troppa attenzione alla gara dei compagni) e si guadagna un cartellino rosso dal solito Mannella di Avezzano (che sembrava attendere con ansia il momento della quarta espulsione). Per tutta risposta, Cuoghi (dopo aver avuto un attimo di estasi dovuto alla rete di Princivalli) veste i panni di Achille e, con l´espulsione di Giglio, trova la giusta occasione per salire sul carro dei vincitori e legare alla sua biga il corpo ormai esanime di Ettore-Pierini, trascinandolo per tutto il campo.
In conclusione: Davide, questa volta, si accascia a Golia. Il primo round se lo aggiudica il Foggia. Il secondo round sarà il 25 marzo 2007 alla trincea del ´Miramare´. E sarà la ´Guerra del Golfo´.

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