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venerdì , 30 Ottobre 2026
FOGGIA CALCIO

Il Protagonista: c�� la mano di Ugolotti

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Quanto conta un allenatore nel calcio? Una domanda vecchia, simile alla storiella dell�uovo e della gallina: chi mai sar� nato per primo? Qualcuno sostiene che gli allenatori nel calcio non contino niente; che le vittorie derivino esclusivamente dalla forza dei calciatori in campo e non dallo studio della partita. Una tesi, per la verit�, valida in diversi casi ma non in tutti. Come potrebbe spiegarsi altrimenti il successo di ieri del Foggia sul Pescara?

Prese le due rose e messe a confronto basta ben poco per evidenziarne la netta differenza sia in termini qualitativi che quantitativi. Gli abruzzesi potevano contare su nomi di grido, alcuni provenienti anche dalla serie A. Ganci e Bonanni non li scopriamo certo oggi; Olivi, Mengoni e Pinna sono una garanzia per la categoria ed ancora Soddimo, Coletti e Sansovini (ieri squalificato).

La loro forza in campo c�era e si � vista tutta. Hanno cercato in tutti i modi di segnare, di vincere e rimanere in vetta, ma non ci sono riusciti. Il perch�? Facile a dirsi. Si sono scontrati sul durissimo muro dell�organizzazione tattica del Foggia. Un Foggia bellissimo per capacit� di chiudere gli spazi e ripartire in contropiede. Eh gi�, perch� in fondo il calcio organizzato non � solo quello offensivo ma anche quello difensivo, l�importante � sapere cosa fare del pallone una volta sradicato dai piedi dell�avversario.

Per chi segue con costanza gli allenamenti, la partita di ieri allo Zaccheria contro il Pescara � stata uno spartito gi� visto, un treno che viaggiava spedito su binari che giorno dopo giorno dalle tribune gli osservatori hanno imparato a conoscere. La squadra sapeva esattamente cosa fare e come farlo. Come un leone appostato tra le sterpaglie della savana i rossoneri hanno studiato l�avversario cogliendone il minimo difetto prima di sferrare l�attacco. La difesa altissima di Di Francesco, per giunta schierata in linea, era un invito alla �caccia� per il Foggia.

Meriti ed applausi vanno allora a chi ha saputo leggere la gara: Guido Ugolotti. Per dirla tutta il tecnico di Massa gi� da alcune settimane avrebbe meritato gli elogi. A testimoniare la bont� del suo lavoro ci sono i freddi ma inconfutabili numeri. In dodici gare sulla panchina del Foggia Ugolotti ha ottenuto quattro vittorie, sei pareggi e due sconfitte (le ricordate? Ternana e Cosenza, che rammarico), per un totale di diciotto punti, vale a dire una media di 1,5 punti a partita (un enormit� a confronto del 1,1 della precedente gestione). Ritmo da play off o forse da promozione diretta in un campionato scadente come quello che stiamo vivendo.

Il dato assume anche i toni dell�impresa se si pensa che il mercato di gennaio ha tolto al buon Guido sia Salgado che Di Roberto, i pezzi da novanta, quelli per intenderci sui quali era stata allestita la rosa in estate. Al loro posto un gruppo di nove volti nuovi, tutti calciatori di categoria, di buon valore ma con un problema comune: la condizione fisica precaria. Senza precampionato e tempo a disposizione per poter amalgamare il gruppo si pu� dire sia stato compiuto un piccolo miracolo. Oggi corrono tutti e lo fanno anche bene. La striscia di risultati utili � giunta a quota 7 (4 vittorie, 3 pareggi), l�ultima risaliva ad un girone fa, 4 risultati utili nelle ultime partite del girone di andata ma dei quali tre erano pareggi per zero a zero. Tutt�altra storia.

I giochi per� non sono ancora fatti. C�� da completare l�opera con il raggiungimento della salvezza. L�ostacolo da superare sar� proprio la follia di questo campionato, in cui le ultime vincono, sempre, e le prime perdono, sempre. Fare risultato ogni domenica ed accorgersi che le rivali non mollano un centimetro non � semplice. La quota salvezza potrebbe essersi alzata nuovamente. Potrebbero servire 43 punti, sar� quindi fondamentale mantenere la concentrazione e non perdere a Cava. In fondo una rincorsa del genere non pu� essere lasciata a met�.

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