RIO DI PUSTERIA (BZ) – Fragoroso e indomito, il fiume Rienza scorre inesorabile verso Sud. Lui che ha nobili natali, riconducibili alla bellezza imponente delle Tre Cime di Lavaredo, a quota 2200 metri. Il suo incedere � impetuoso, baldanzoso. Rumoroso. Squarcia la quiete di Rio di Pusteria saltellando gi� da gradoni di roccia del suo letto, formando piccole cascate, con l�acqua che, limpida e cristallina, sembra voler avvolgere i ciottoli che ne emergono. �Panta rei os potamos� (trad. tutto scorre come un fiume), soleva ripetere Eraclito, immerso con le gambe in un ruscello dalle acque increspate. Un po� filosofi, un po� folli, anche i calciatori del Foggia sembrano essersene accorti. In fila, silenziosi e mesti, come pronti a incontrare il loro carnefice, al termine di ogni allenamento s�incolonnano sul ponticello di legno che conduce sulla sponda meno ripida del rivolo. Una corda di nailon, strappata chiss� a quale escursione alpina, gli accompagna nella loro discesa. Da un lato � legata saldamente a un tiglio ombroso, dall�altro trova aggrappato un esitante calciatore. Come uno scalatore (ma non con la stessa maestria), l�atleta percorre passo dopo passo la discesa dell�argine. Il sudore bollente, che bruciava e pizzicava sulla pelle dopo l�allenamento, diventa quasi un piacevole ricordo quando si entra in contatto con l�acqua. Il gelo ti fa pensare subito alle Tre Cime di Lavaredo, alle sue vette imbiancate che sbucano da nuvoloni paffuti, simili a tonnellate di panna montata. Non si ha quasi la forza di muoversi immersi nel cristallino liquido del fiume. I pi� coraggiosi si immergono fino alla vita, sedendosi sulle rocce semi sommerse. Altri preferiscono rimanere aggrappati come lucertole all�argine in pietra che delimita il corso d�acqua. Bastano i piedi, avranno pensato in un moto di autodifesa. �Ha una funzione astringente dei vasi sanguigni � dice di sfuggita il preparatore dei portieri Esposito (ex Cavese) -. Favorisce il recupero dalle fatiche�. Chiss� se qualcuno gli ha creduto o magari lo avr� maledetto a denti stretti. Al buon Matteo Lanzoni un�imprecazione sar� scappata di sicuro. Lui che, dopo aver ricevuto le ciabatte ufficiali (pezzo del corredo rossonero fornito dallo sponsor tecnico per la prossima stagione), ne ha persa una nel guado del fiume. Un piede messo male, la ciabatta che si sfila e scivola via beffarda tra le onde. Questa volta di fragoroso si odono le risate. Pi� del fiume. Sono quelle dei compagni di squadra che canzonano il collega, immobile nell�osservare l�oggetto allontanarsi. Impossibile recuperarla se non nell� Isarco, l� dove il Rienza sfocier�. Immancabile � arrivato il rimbrotto del magazziniere Dario Annecchino, scrupoloso ed inflessibile custode dell�abbigliamento tecnico. Intanto il �borbottio� del Rienza da oggi � pi� alto. Forse anche lui se la ride, perch� oltre ad avere il �letto� dove scorrere, avr� anche una �pantofola�. Quella di Lanzoni.
Fonte: Il Mattino di Foggia e Provincia
Dal nostro inviato
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