JUVE STABIA: sdegno sulla vicenda del Flaminio

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La videnda Flaminio tiene ancora banco in casa Juve Stabia. Sdegno e stupore sia in societ� che tra i tifosi per la decisione inattesa presa ieri dal Prefetto di Roma che ha ridotto a 4mila unit� lo stadio Flaminio. A Castellammare era gi� pronto l�esodo di massa per la finale di ritorno che potrebbe segnare una data storica per la Juve Stabia. Invece saranno appena mille i fortunati che potranno assistere alla partita di ritorno contro l�Atletico Roma. La societ� ha redatto un comunicato in cui esprime il suo sdegno di cui riportiamo fedelmente il testo.
“Quella di limitare la capienza dello stadio Flaminio di Roma a soli 4000 posti per la gara Atletico Roma – Juve Stabia � una decisione che oseremmo definire paradossale.Paradossale in quanto � impensabile che uno stadio del genere, abituato ad ospitare eventi di carattere mondiale fino a qualche settimana fa (il Sei Nazioni di rugby ne � la conferma pi� lampante) con circa 35.000 spettatori sugli spalti, diventi improvvisamente non idoneo o con carenze strutturali.Ancor pi� paradossale se si pensa, poi, che fino a cinque giorni fa (parliamo del 5 giugno) lo stesso impianto ( (forse il pi� sicuro tra quelli presenti in tutta la Lega Pro) non presentava nessuna carenza, nemmeno sotto l’aspetto strutturale, tanto che � stato ritenuto idoneo ad ospitare circa 7100 spettatori in occasione della semifinale di ritorno dei Play off tra Atletico Roma e Taranto.Ora, per�, come d’incanto, o come il pi� classico yoyo, l’impianto capitolino si � “ristretto” improvvisamente. Perch� sono state adottati due pesi e due misure ? E’ un quesito al quale non riusciamo a dare una risposta convincente. Non vorremmo pensare che il tutto sia il frutto di un provvedimento ad hoc, tempestivo ed efficace, probabilmente “suggerito” da qualche personaggio “interessato” a dare una mano (o forse anche di pi�) alla sua squadra del cuore.Un siffatto provvedimento, a nostro avviso, avr� solo l’effetto di vietare a tante persone perbene di accarezzare un sogno, impedendo loro di partecipare ad un evento storico.A questo punto, volendo ricordare una celebre frase di un personaggio come Tot� che tanti insegnamenti ha dato a noi tutti, una domanda nasce spontanea: come pu�, chi garantisce l’ordine pubblico della citt� di Roma (la capitale d’Italia), abituato a garantire la sicurezza per eventi e manifestazione non solo sportive, abituato a garantire la sicurezza e l’integrit� dei potenti del mondo, o, per restare nell’ambito calcistico, garantire l’organizzazione del derby Roma – Lazio, avere timore per un evento che catalizzer� l’attenzione di una fascia ristretta di sostenitori e vedr� coinvolte tifoserie che, fino ad ora, sono state tra le pi� corrette della Lega Pro?E’ qui che entra in scena l’indelicatezza di questa decisione in quanto penalizza oltre modo una citt� come Castellammare di Stabia, gi� afflitta in questi giorni da gravi problemi relativi al lavoro (con la paventata chiusura dello storico cantiere navale). Come � possibile negare un momento di svago a tanta gente abituata quotidianamente a dover superare ostacoli di vario genere? Ma soprattutto, chi sar� in grado di dare una spiegazione comprensibile ed accettabile a chi, legittimamente, chieder� lumi riguardo ad un “restringimento” cos� improvviso del Flaminio? La S.S. Juve Stabia spa esige una spiegazione a tutti questi perch�, che rappresentano anche i dubbi del tifoso di tutti, del tifoso di un mondo che dovrebbe essere solo divertimento, passione ed agonismo. Un mondo che, purtroppo, attraversa in questo periodo una fase di scandali e storture che inevitabilmente stanno allontanando sempre di pi� la parte pulita del pubblico dagli stadi. Chi risponder� ai perch� del bimbo che con tanta gioia e spensieratezza gi� pregustava la gita nella capitale per seguire la squadra della sua citt� in lotta per un traguardo storico? Chi � stato artefice di questa decisione, inevitabilmente, oltre a dover rispondere alla propria coscienza, dovr�, soprattutto, assumersi tutte le responsabilit� conseguenti a tale assurda decisione. Le motivazioni di tale presa di posizione, non vanno ricercate come, molto semplicisticamente potrebbe apparire, nell’estremo tentativo di tutelare gli interessi personali ma sono esclusivamente dettate dallo spirito di sana concorrenza e lealt� sportiva che ha sempre contraddistinto, l’attuale propriet� e dirigenza, fin dall’iniziale ingresso nel sodalizio giallobl�.

Fonte: resport