LA CRONACA: Il Foggia non sa più vincere

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Il Foggia non sa più vincere. Il Ravenna, invece, rischia di farlo. Questa, in sintesi, è la chiave di lettura di una gara giocata nel clima apocalittico dello stadio a porte chiuse, con moltissimi tifosi rossoneri presenti all’esterno dello Zaccheria per far sentire comunque la loro voce alla squadra.
PRIMO TEMPO
Foggia-Ravenna è la gara di cartello della 17esima giornata e Cuoghi per l’occasione cambia modulo, sperimentando il 3-5-2. Pagliari conferma il 4-4-2 che aveva steso il Teramo sei giorni prima.
Passano i primi due minuti di gioco e i padroni di casa hanno la prima occasione per passare in vantaggio: Salgado si libera di due avversari e serve Ingrosso che, da ottima posizione, sfiora la traversa.
Il Ravenna cerca di rispondere: al 8´, Chianese supera Zanetti in velocità, ma Pagliarulo, in scivolata, gli ruba palla al limite dell´area. Chianese termina a terra e reclama il fallo, ma l´intervento è chiaramente sul pallone.
Al 13´ è sempre l´ex attaccante rossonero a farsi vivo: Aloe lo pesca in area con un buon cross, Chianese ´spizza´ la sfera, ma Marruocco è ben posizionato.
Pagliari decide, allora, di cambiare qualcosa: prima inverte gli esterni Aloe e Pizzolla, poi, al 19´, è costretto alla prima sostituzione dall´infortunio di Nicoletto (che viene rilevato da Affatigato).
Cinque minuti dopo, Chianese cerca la conclusione, ma il suo tiro è debole e non fa sospirare Marruocco che recupera la palla con delicatezza.
Al 28´ Aloe bissa la conclusione di Chianese: stesso tiro, stessa parata bassa.
Al 32´, però, il Ravenna passa: Sciaccaluga riceve la palla, alza la testa, vede con il suo radar Succi correre in area e lo serve con un passaggio millimetrico che il centravanti emiliano riceve agganciando la sfera e spedendola in rete, facendo passare il cuoio tra le gambe di un ingenuo Marruocco.
Due minuti dopo Salgado fa lo slalom tra gli avversari e serve Chiaretti che segna, ma in fuorigioco.
Gli animi si scaldano e, al 40´, il preparatore atletico rossonero Sergio Giovani viene allontanato dalla panchina dallo stravagante arbitro Paparazzo di Catanzaro.
Al 46´pt il Foggia potrebbe partire con un fulmineo contropiede, ma Cardinale si accascia a terra infortunato. L´occasione è persa, così come il Foggia perde il suo regista, costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Al suo posto entra Princivalli.
SECONDO TEMPO
Nella ripresa il Foggia si ripresenta in campo senza Chiaretti, sostituito da Dall´Acqua. Pagliari, invece, conferma Ravenna della prima frazione di gara.
Il Ravenna parte a razzo: al 3´st Pizzolla spara una cartuccia ben calibrata che trova sulla sua strada i guanti di Marruocco, al 8´st Aloe, solo in area, spara alto, forse in posizione di fuorigioco. Posizione talmente dubbia che se ne accorge anche Cardinale che, dalla panchina, protesta. Il signor Paparazzo non vuol sentire ragione ed espelle il ´metronomo´ siciliano.
Al 13´st D´Alterio (in giornata di grazia) vola via sulla destra e crossa, Dicuonzo in scivolata mette fuori sfiorando l´autorete. Il Foggia per poco non ringrazia.
Passano quattro minuti e D´Alterio calibra un altro cross al bacio: Dall´Acqua, però, di testa colpisce debolmente.
Al 20´st ci prova Princivalli con un destro rasoterra: Capecchi c´è.
Al 22´st entra l´uomo che dà la svolta al match: David Mounard (gli cede il posto Quinto) che, a due minuti dal suo ingresso, al 24´st, calcia una punizione tesa verso la porta del Ravenna, Zanetti si avventa sulla palla e la sfiora quanto basta per insaccare. Il Foggia perviene al pareggio e il centrale difensivo rossonero realizza, così, la sua terza rete stagionale (due in campionato, una in coppa).
I ritmi di gioco si impennano, la tensione sale e l´arbitro perde di mano il match pian piano. Al 27´st, infatti, espelle il ds Salerno per proteste, mentre, sul campo, Mounard serve Shala con una caramella che lo svizzero-kosovaro scarta con una gran botta sul secondo palo: Capecchi vola e para superandosi, Dall´Acqua si avventa sulla sfera, ma il guardalinee alza la bandierina segnalando il fuorigioco. Offside che conferma anche l´arbitro. Fuorigioco che dobbiamo ancora capire perchè, su deviazione del portiere avversario, qualsiasi calciatore è da considerarsi in posizione regolare! Regolamento del calcio docet.
Al 29´st è ancora il francese a rendersi pericoloso: una sua parabola su punizione sfiora il palo.
Al 32´st ai pochi intimi presenti (pochi, ricordiamo, per via delle ´porte chiuse´) viene voglia di alzarsi e abbandonare lo stadio: Salgado balla tra i difensori del Ravenna, passa la sfera a Mounard che, con un numero di prestigio, sfila dal cilindro un assist strepitoso per Dall´Acqua che, a portiere ormai battuto (spiazzato dal corridoio improvviso aperto da Mounard), spara fuori! Sarebbe stato più facile segnare che sbagliare…
Tre minuti dopo, Dall´Acqua, affranto e disperato, colpisce per la prima volta la palla in maniera ´decente´: il suo colpo di testa, però, è neutralizzato dal volo pirotecnico di Capecchi, mentre un dirigente accompagnatore del Ravenna perde le staffe e si fa espellere da Paparazzo di Catanzaro che non vedeva l´ora di espellere un´altra persona.
Pagliari ha paura di perdere e decide di coprirsi: entra Fasano (difensore), esce Aloe (esterno con propensione offensiva).
Al 42´st arriva l´ultima occasionissima per il Foggia, ma, come al solito, Dall´Acqua fa ´cadere le braccia´ ai suoi compagni e ai pochi presenti: Mounard, ispirato più che mai, disegna una traiettoria invitante su punizione, Zanetti non ci arriva in corsa, Dall´Acqua, immobile, non allunga nemmeno la gamba (e sarebbe bastato poco per deviare la sfera in rete) e guarda la palla sfilare sul fondo tra le imprecazioni generali.
Al 47´st Pagliari opera l´ultima sostituzione: Serafini rileva Chianese.
Un minuto più tardi, al 48´st, l´arbitro pone fine alle ostilità.
EPILOGO
Il Foggia va ´in ferie´ al terzo posto in classifica, a due punti dal Ravenna (secondo) e a sette lunghezze (troppe per una squadra che vorrebbe vincere il campionato) dall´Avellino, ormai in fuga.
C´è ancora molto da rivedere e il mercato può dare una mano al Foggia che, nel secondo tempo, ha dimostrato di non essere morto, sfiorando più volte la rimonta.