La grinta di Orfei:”Non ci fermeremo”

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Può bastare una vittoria per allontanare definitivamente la crisi? Giovanni Orfei è pronto a scommetterci, la svolta c’è stata, adesso il Verona deve trovare continuità. In casa e fuori. Una squadra che prima di tutto deve pensare al risultato, non basta giocare bene, servono i punti. «Quando le cose vanno male non è semplice sviluppare il bel gioco – ammette il difensore gialloblù -. Quello arriverà col tempo. Adesso dobbiamo muovere la classifica. Il cambio di allenatore ha dato una netta sterzata, il gruppo sa che deve fare molto di più, che si può migliorare ancora. L’inserimento di qualche giovane ha portato una ventata di positività, di entusiasmo ma questa è una squadra che può contare anche sui veterani. Ci sono ragazzi che possono rendersi utili alla causa».
Grinta, determinazione, voglia di vincere queste sono le caratteristiche che hanno sempre caratterizzato il difensore gialloblù. Ha conquistato tre promozione dalla B alla A – con la Reggiana, con il Modena, con il Torino – e ha già conosciuto «piazze calde» come Palermo, Salerno o Catania. «Ricordo ancora lo spareggio perso dal Catania con il Messina per salire in B – racconta Orfei – una delusione incredibile. Quella era stata la mia ultima stagione di B prima delle partite giocate l’anno scorso a Salerno e quest’anno a Verona. Mancavo dalla C da qualche anno ma le cose non sono cambiate tantissimo. Tanti veterani che sanno sempre cosa fare e un gruppo di giovani che vanno a mille all’ora per mettersi in mostra. Se non affronti le partite con il giusto atteggiamento rischi di fare brutta figura perchè con i nomi importanti non si va da nessuna parte».
L’hanno ferito anche alcuni giudizi negativi che l’hanno acompagnato in qualche partita, in modo particolare nella sfida con il Venezia. «Accetto tutto e sono sempre il primo a mettermi in discussione – spiega – sono il primo che non cerca giustificazioni quando sbaglia. Dopo la sconfitta con il Venezia sono stato massacrato. Ci sono rimasto male perchè ci tenevo a quella sfida visto che ero un ex».
Ci sono ancora ventisei partite per recuperare terreno. «Ci crediamo – aggiunge Orfei – domenica abbiamo sofferto tantissimo, soprattutto nel primo tempo. Rafael è stato bravo, ha parato bene e ci ha tenuto in corsa. Ci è andata meglio rispetto ad altre volte, questo sì, ma la vittoria ha premiato la nostra caparbietà, ci abbiamo provato fino all’ultimo momento».
Giovani e vecchi insieme. Domenica scorsa è toccato a Giovannino Vriz. A Foggia potrebbe cambiare qualcosa? «Sono contento per Giovanni – conclude Orfei – è un ragazzo con la testa a posto, umile, educato, preciso. In questo momento tutti vogliono esprimersi al meglio per mettersi in evidenza e le scelte del mister non mi hanno sorpreso. Lui è alla guida di questo gruppo e deve gestire venticinque giocatori. Scenderà in campo chi starà meglio». Difesa a tre o difesa a quattro? Il rientro di Comazzi dall’infortunio dà un’alternativa in più a Davide Pellegrini che potrebbe mandare in campo tre «veterani» come Sibilano, Orfei e Comazzi in mezzo all’area oppure continuare sulla strada della linea difensiva quattro con i due esterni e i due centrali. In questa ipotesi Sibilano, Comazzi e Orfei si giocheranno le due maglie a disposizione oppure Pellegrini potrebbe spostare uno dei tre a destra , com’è successo con il capitano nell’ultima mezz’ora della partita vinta con la Ternana. «Tutto si può fare – ha detto il tecnico del Verona – ma ancora una volta non voglio parlare di moduli. Voi dite che si può giocare con una difesa a tre? Rispetto tutte le opinioni senza problemi. Tanto, alla fine, decido sempre da solo».
Fonte: L´Arena

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