L’analisi di Marsico – Come spendi…

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I giocatori della Ternana esultano dopo il gol del vantaggio (Foto: Antonello Forcelli)

La Ternana si appresta a festeggiare. Manca davvero poco (un punto) per la certezza matematica della promozione. Lo champagne è in frigo e, verosimilmente, sarà stappato sabato (sempre che l’Avellino, ospite al “Liberati”, non… rovini la Pasqua ai rossoverdi).
Sarà una vittoria meritata, quella degli umbri (che prima o poi, comunque, festeggeranno).
Basta guardare i numeri attuali: 78 punti, frutto di 24 vittorie e 6 pareggi. Una sola sconfitta (a Catanzaro, alla 27^ giornata). Il tutto con ben 76 reti realizzate ed appena 23 subite.

In tal senso, il vantaggio sulle più immediate inseguitrici – a 5 giornate dalla conclusione della regular season – non lascia spazio a dubbi: +15 sull’Avellino, addirittura +22 sul Bari (per fermarci al podio del campionato).
Il primato, nel girone C di serie C, praticamente non è mai stato in discussione. La squadra di Lucarelli era in testa già alla seconda giornata, sia pure in compagnia.  Poi, è balzata dinanzi a tutti alla nona (un punto in più del Teramo, sorpresa d’inizio torneo) e il distacco è andato via via aumentando: al termine del girone di andata era già di 8 lunghezze sulla seconda (il Bari), ora è quasi raddoppiato (ed è anche cambiata la squadra più… a ridosso della capolista).

Una promozione annunciata, quella delle fere.
Sin dall’inizio la Ternana era tra le favorite per il successo finale. Assieme al Bari e all’Avellino.
La squadra di Auteri (ora di Carrera) ha deluso, quella di Braglia meno. Ma entrambe non hanno saputo reggere il ritmo, forsennato, imposto dalla battistrada (l’attuale media supera i 2,5 punti/partita). E, alla fine, si son dovute accontentare di lottare – con il Catanzaro – per il miglior piazzamento finale in previsione dei play off.

Ternana, Avellino, Bari e Catanzaro  –  nell’ordine di classifica – sono le squadre (assieme a Palermo e Catania) che hanno il più alto valore della rosa, secondo Transfermarkt (sito specializzato).
Ora, la coincidenza  tra la graduatoria del valore della rosa e quella di campionato (la Ternana è di gran lunga davanti a tutti in entrambe) induce ad un’inevitabile considerazione: per vincere bisogna investire, costruendo una rosa adeguata alle ambizioni.

Poi, non è detto che tu vinca (vero, Bari?).
Magari lo farà un altro club che ha – più o meno – speso quanto te.  Perché gli investimenti sono necessari, ma spesso non sufficienti (accade anche ad alti livelli: basti pensare a quanto hanno speso negli ultimi anni PSG e Manchester City per provare ad alzare la Coppa che una volta era definita dei Campioni, senza ancora esservi riusciti).

Attenzione, però: vincere significa raggiungere l’obiettivo più alto, il più difficile da centrare. Per quelli più bassi o addirittura minimi (come la salvezza) è possibile che altre componenti (su tutte: la competenza) possano incidere più degli investimenti. Lo ha dimostrato il Foggia, quest’anno.
Ma difficilmente chi spende poco potrà mai recitare da protagonista sul palcoscenico del campionato.
Al più, si dovrà accontentare di una parte applaudita, ma di secondo piano.
Distante dal proscenio.