Continuit�. E´ questa la parola che sintetizza l´aspirazione di tutto l´ambiente della Lucchese, a partire dal diesse Paolo Giovannini. Il pari con il Pisa, in mezzo a parecchie amarezze, ha lasciato un punto che ha interrotto la serie nera di quattro sconfitte consecutive. Ora, alla vigilia della doppia trasferta campana, ci sarebbe bisogno come il pane di non tornare a una sconfitta, di iniettare fiducia in un gruppo che � alla ricerca di se stesso. Giovannini arriva al paradosso, ma mica tanto essendo sempre molto attento ai risvolti psicologici, di preferire due pari a una vittoria e una sconfitta. “Potr� sembrare paradossale, ma, fermo restando che da un punto di vista aritmetico con una vittoria e una sconfitta si fa un punto in pi� rispetto a due pari, dico di preferire questa seconda soluzione per le prossime due trasferte consecutive. La Lucchese ha estremo bisogno di continuit� e perdere una gara crea sempre problemi, viceversa due pari darebbero un segnale di una ritrovata compattezza. Ovvio che si potessero vincere anche tutte e due sarebbe meglio”.
A proposito, ritiene pi� abbordabile la prima trasferta contro la Cavese o la seconda a Benevento? “Si deve sempre guardare gara per gara e dunque dico di guardare a Cava dei Tirreni. Siamo in un periodo diffiolt� quanto ai risultati ma anche sul piano del gioco si deve migliorare”.
Il derby con il Pisa cosa ha evidenziato, a suo dire, in positivo e in negativo? “Che c´� tanto da migliorare. Innanzitutto la fatalit� dei gol presi all´ultimo non � una fatalit�: c´� qualcosa che va ricercato dentro il nostro atteggiamento. E poi non si possono regalare 45´ minuti come abbiamo fatto domenica scorsa. Lo dicevo prima: ci serve maggiore continuit�. Alterniamo belle giocate a errori macroscopici. La squadra deve riuscire a trovare l´equilibrio all´interno dei 90´”.
Piaga espulsioni: qual � il suo punto di vista? Una sequenza casuale oppure c´� qualcosa da registrare? “Non parlerei di casualit�, abbiamo un modulo di gioco dispendioso, che ci ha regalato tante soddisfazioni, ma che ci espone anche a rincorse e a uno contro uno. Le stesse situazioni in cui � rimasto coinvolto Lollini vanno viste in questa luce: � l´atteggiamento della squadra che a volte ricade sul singolo. Con questo tipo di gioco, � normale ci sia qualche espulsione. Diverso � il discorso sui due cartellini rossi a Marotta. Il nostro centravanti paga in termini di ingenuit� e generosit�, basta pensare alla commozione con cui ha festeggiato il gol contro il Pisa. Ovvio che deve prestare pi� attenzione”.
Siamo alla nona partita: si pu� tracciare un primo bilancio? “Troppo belli prima, troppo brutti ora: no, non si pu� tracciare un bilancio per il momento. Direi che da un punto di vista numerico ci mancano due-tre punti che ci avrebbero consentito di stare in una posizione pi� interessante: 11 punto sono sicuramente pochi. Spero comunque di riuscire a girare a met� campionato intorno a 24-25 punti”.
Con il senno di poi rifarebbe tutto quanto fatto da giugno in poi? “La domanda che sottintende � se sono soddisfatto del mio operato. Se devo fare un´analisi, non posso che dire che sono deluso, non sono contento insomma. Se guardo quello che sta facendo una squadra come il Gela sono rammaricato, perch� potevamo esserci noi. Poi va anche aggiunto che nel calcio ci sta tutto e a riprova basta vedere quello che stanno passando squadre come Cosenza e Ternana partite con ben altre ambizioni. Il nostro � un momento difficile anche per quanto riguarda i singoli episodi, ma dalla squadra mi attendevo di pi�. E ai giocatori l´ho naturalmente detto. Fermo restando che se continuassimo con questa media arriveremmo a 41-42 punti, ovvero il minimo richiesto”.
Sui giovani, troppe volte tirati in ballo, si appuntano un pizzico le speranze dei tifosi che contano di vedere finalmente Schenetti all´opera e che sono rimasti positivamente impressionati dalla prima apparizione di Pondaco. “Alcuni suoi colleghi hanno scritto che i nostri giovani non sono all´altezza di quelli delle altre formazioni del girone. Sgombriamo il campo da un equivoco: i giovani bravi delle formazioni di serie A sono in serie B, non in C. I nostri ragazzi come Pondaco o Schenetti sono al pari di quelli che pu� mettere in campo il Foggia o il Cosenza, tanto per fare due esempi. Semmai, a parziale giustificazione, possiamo dire che l´inserimento dei giovani � pi� semplice dove lo spogliatoio � composto in larga parte da ragazzi, un po´ come � successo a Viareggio. Noi abbiamo fatto un´altra scelta, ovvero di mantenere l´intelaiatura dello scorso anno, visto che venivamo da una promozione, e su di essa inserire alcuni giovani di buone speranze che possono comunque fare meglio di quanto fatto sinora”.
Fonte: gazzetta lucchese
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