Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale chiude un cerchio iniziato nell’estate del 2023, quando il tecnico marchigiano rassegnò improvvise dimissioni da commissario tecnico. Dopo il trionfo di Euro 2020, la mancata qualificazione ai Mondiali 2022 e la separazione dalla FIGC, il suo percorso lo ha portato prima in Arabia Saudita e poi in Qatar con l’Al Sadd: ora la nuova chiamata dell’Italia. Una scelta che rappresenta l’inizio di una seconda avventura in azzurro, con l’obiettivo di rilanciare il progetto tecnico della Nazionale.
Il ritorno di Mancini e il confronto con Conte
La decisione di affidare nuovamente la Nazionale a Mancini arriva dopo un caos estremo in Figc, dall’investitura del tandem Maldini-Leonardo, alla nomina poi non confermata di Pirlo CT, fino alle dimissioni con coda polemica dei due ex Milan. All’interno della Lega Serie A avrebbero visto volentieri Antonio Conte alla guida dell’Italia, soprattutto dopo il lavoro svolto negli ultimi anni. Alla fine però i club hanno garantito che sosterranno il tecnico di Jesi e comunque l’attenzione maggiore è soprattutto al calciomercato e al prossimo campionato che ha già emesso le prime quote vincente Serie A le quali continuano a indicare Inter (2.00) e Napoli (6.00) davanti a Milan (7.00), Juventus (7.00), Roma (8.00), Como (25.00), Atalanta (50.00), Fiorentina (75.00), Bologna (100.00) e Lazio (100.00).
Le difficoltà tra Arabia Saudita e Qatar
L’esperienza del Mancio in Arabia Saudita ha regalato delusioni e soddisfazioni. L’avventura è partita con risultati altalenanti e si è conclusa nell’ottobre 2024 dopo 18 partite, con un bilancio di 7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. Un rendimento che non ha convinto la federazione saudita, arrivata alla decisione di interrompere anticipatamente il rapporto nonostante un contratto di lunga durata.
La ripartenza è arrivata qualche mese più tardi sulla panchina dell’Al Sadd. In Qatar, Mancini ha ritrovato risultati e continuità, conquistando il campionato dopo una stagione particolare, decisa soltanto all’ultima giornata in seguito a un ricorso che aveva momentaneamente rimesso tutto in discussione. Il bilancio finale parla di 17 vittorie in 25 partite, una finale di Qatar Cup e l’eliminazione ai quarti della Champions asiatica.
Un tecnico chiamato a ricostruire
Il ritorno di Mancini non rappresenta soltanto una scelta tecnica, ma anche la volontà di riportare stabilità all’interno della Nazionale dopo anni complicati. L’esperienza accumulata all’estero, pur tra luci e ombre, potrà essere utile in un momento in cui l’Italia ha bisogno di ritrovare identità e continuità di rendimento.
L’ex commissario tecnico riparte da un gruppo che dovrà ritrovare entusiasmo e risultati, cercando di ricostruire quello spirito di squadra che aveva caratterizzato il ciclo culminato con la vittoria dell’Europeo. Il compito sarà delicato, ma la conoscenza dell’ambiente rappresenta uno dei principali punti di forza del nuovo corso.
Una seconda occasione per scrivere la storia
Il ritorno sulla panchina azzurra offre a Roberto Mancini la possibilità di aprire un nuovo capitolo della sua storia con l’Italia. Dopo il polemico addio del 2023 e le esperienze vissute tra Arabia Saudita e Qatar, il tecnico ritrova la Nazionale con un bagaglio diverso e con la consapevolezza delle difficoltà affrontate negli ultimi anni.
La sfida sarà quella di riportare l’Italia ai massimi livelli internazionali, ricostruendo un progetto tecnico solido e restituendo fiducia a un ambiente che, dopo numerosi cambiamenti, cerca nuovamente una guida capace di aprire un ciclo vincente.
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