MATCH ANALYSIS : PERUGIA – FOGGIA

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scritto da Piero Colangelo
Allenatore UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

L�esperessione di Padalino dopo che il Foggia aveva subito il secondo gol, un misto di delusione e preoccupazione, la dice lunga su quelli che sono i problemi che attanagliano la squadra rossonera, incapace, nella partita con il Perugia, di esprimere un gioco in grado di mettere in seria difficolt� l�avversario e, al tempo stesso, di contrastare in modo efficace le sue sortite. Pu� essere vista solo come parziale giostificazione il corposo tour nover resosi necessario per effetto degli impegni troppo ravvicinati ( la prossima partita con il Verona sar� giocata a distanza di 72 ore) e l�assenza per infortunio di tanti calciatori che hanno, in pratica, impedito al tecnico, se si esclude il portiere, di mettere in campo chi, anche alla luce del rendimento di questa prima parte del campionato, dovrebbe far parte dell�undici titolare. Un Foggia con Gerbo, Kragl, Camporese, Martinelli, Deli, Iemmello e Mazzeo, sarebbe stato un altro Foggia, ma non vi � dubbio che questa squadra abbia URGENTE bisogno di rinforzi in particolar modo nella zona nevralgica del campo ed in parte anche in difesa, settori in cui si sono riscontrare le maggiori carenze e, al tempo stesso, di ricercare un modello di gioco confacente alle caratteristiche dei giocatori in rosa e di quelli che arriveranno dal mercato di riparazione.
La partita ha mostrato anche un netto regresso rispetto alla precedente trasferta di Salerno, dove la squadra era rimasta per tutta la gara giudiziosamente corta, con la linea di pressione molto vicina a quella difensiva e con un baricentro piuttosto basso (41 metri), anche se veniva riscontrata una scarsa partecipazione dei centrocampisti alla fase offensiva.
Assetto tattico e contrapposizioni:
Nella gara con il Perugia il posizionamento medio della squadra � stato molto alto. Era chiaro l�intendo del Foggia di �fare la partita�, ma l�analisi riscontra anche la volont� del Perugia di giocare di rimessa, sfruttando la velocit� dei suoi attaccanti e centrocampisti, in primo luogo Han, Kouan e Kingsley. I dati medi sono eloquenti pi� di qualunque considerazione: la distanza media tra i vari reparti � stata per il Foggia di soli 34 metri, mentre ben dieci in pi� quella del Perugia (44 metri).
Il Foggia ha giocato molto in ampiezza: ampiezza media 51 metri (che sono tanti), rispetto ai 47 dello stesso Perugia.

Fase difensiva
Il Foggia si � fatto pi� volte sorprendere dalle transizioni offensive del Perugia, con la linea difensiva che ha sofferto pi� di una volta situazioni di parit� numerica, con le punte perugine che attaccavano molto in ampiezza creando spazi invitanti per i centrocampisti, abili ad inserirsi nello spazio. I difensori foggiani erano quindi, in tante situazioni, ad optare per la marcatura individuale e non a lavorare di reparto, come quasi sempre hanno fatto da inizio campionato. I risultati sono stati a dir poco deludenti con i vari Rubin, Loiacono, Zambelli Ranieri, quasi sempre soccombenti quando venivano puntati dai vari Han Kuan, Kingsley, Melchiorri ed anche dallo stesso Vido.
Fase di sviluppo del gioco
Anche il centrocampo, completamente reinventato per effetto soprattutto delle assenze di Deli, Gerbo, Rizzo e Carraro (praticamente bocciato da Padalino) e con Cicerelli che non ha trovato la posizione nel ruolo non suo di centrocampista centrale, mentre Busellato e Agnelli finivano in costante difficolt� per arginare avversari dotati di ben altro passo, non � apparso efficace in entrambe le fasi. Parlare semplicisticamente di condizione fisica carente appare davvero troppo riduttivo. Bench� molti di questi calciatori abbiano saltato la fase di preparazione precampionato, non si pu� accettare la considerazione che a met� campionato non abbiano raggiunto una condizione atletica accettabile. A mio parere parere sarebbe pi� corretto parlare di non eccelse qualit� fisico � atletiche, certamente inferiori a quelle medie dei calciatori della categoria. I centrocampisti si sono trovati in affanno e troppo spesso presi d�infilata da calciatori molto dotati sotto l�aspetto della rapidit� e velocit� tanto da finire per rincorrere gli avversari. Perch� allora concedere campo a quest�ultimi ?

Fase di finalizzazione
A parte qualche sovrapposizione degli esterni ed una maggiore densit� di uomini in fase di finalizzazione, il gioco offensivo � apparso sin troppo sterile. Poca fantasia nelle giocate, scarsa capacit� di saltare l�uomo e creare superiorit� numerica, difficolt� nel trovare spazi utili per effetto di un palleggio quasi mai ad uno o due tocchi.
Tutte situazione che hanno fatto s� che il portiere perugino trovasse una serata di tutto riposo, spaventato soltanto da un colpo di testa telefonato del giovane Gori che sta sperimentando a sue spese quanto sia difficile il passaggio dalle categorie giovanili a quelle professionistiche.