MATCH ANALYSIS SALERNITANA – FOGGIA

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scritto da Piero Colangelo
Allenatore UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Salernitana – Foggia � stata una partita non bella, soprattutto sotto l�aspetto della qualit� del gioco espresso dalle due squadre, ma ricca di contenuti agonistici e tattici che hanno messo in evidenza una certa abilit� delle due compagini nel mettere in atto ci� che era stato preparato durante la settimana. Una partita fortemente condizionata dal difficile momento che le due squadre stanno attraversando e che ha finito per determinare per entrambe il cambio della guida tecnica.
Schieramenti e contrapposizioni
Le due squadre si sono disposte con moduli speculari. Nessun accorgimento tattico particolare � stato adottato per condizionare le azioni ed i movimenti di qualche calciatore avversario particolarmente temuto. I due play hanno avuto libert� di impostare l�azione, solo a tratti pressati da un attaccante, mentre alle loro avanzate nell�area avversaria si contrapponeva il costruttore di gioco avversario.
Costruzione dal basso
Per scelta tattica, le due squadre molto raramente hanno tentato il pressing offensivo. E� stata lasciata la possibilit� all�avversario di avviare l�azione soprattutto per vie centrali in quanto le fasce erano ben presidiate grazie alla marcatura attenta degli esterni di centrocampo. La sola differenza era rappresentata dal posizionamento delle linee difensive, la prima linea di pressione foggiana si manteneva alquanto alta, mentre quella salernitana indietreggiava spesso sin nella propria met� campo. In ogni caso la scaglionamento di entrambe era sempre molto stretto.
Sviluppo del gioco
Il Foggia ha per lunghi tratti controllato la partita giocando con la linea difensiva vicina a quella del centrocampo ed avanzando attraverso un giro palla in sicurezza, con la trasmissione del pallone indirizzato quasi sempre al compagno vicino. Ci� permetteva alla squadra rossonera di gestire i ritmi di gioco ma raramente di trovare spazi utili dove poter sorprendere l�avversario. La Salernitana optava, invece, per un gioco di rimessa cercando di indirizzare la palla al di la della linea difensiva. La scarsa qualit� delle giocate della squadra campana e l�attenta marcatura sul portatore di palla da parte del Foggia, non lasciava quasi mai a quest�ultimo tempi e spazi di gioco. Ci� ha consentito poche volte alla Salernitana di creare occasioni da rete.
Finalizzazione del gioco
Entrambe le squadre hanno mostrato una certa sterilit� offensiva. Le occasioni pi� nitide, sino al momento dell�espulsione di Gerbo, sono nate da errori difensivi degli avversari. Si � tentato pi� che altro il tiro dalla distanza, vista la difficolt� per entrambe di arrivare pericolosamente nei pressi dell�area di rigore.
Per quanto riguarda il Foggia, una maggiore pericolosit� in fase offensiva l�avrebbe assicurata l�inserimento senza palla dei tre centrocampisti che per� restavano piuttosto guardinghi per evitare il rischio di transizioni negative per potessero innescare le ripartenze degli avversari.
Il solo Busellato s�inseriva con una certa continuit� in zona di finalizzazione, mentre Iemmello veniva spesso incontro al possessore di palla. Quando l�ex beneventano cercava la profondit�, era Mazzeo a legare il gioco. Dai due esterni di centrocampo veniva invece garantita l�ampiezza. Cicerelli e Kragl ben si posizionavano alti sulle fasce, con il tedesco che spesso tendeva ad accentrarsi quando l�azione si sviluppava sulla fascia opposta.
La salernitana invece ha provato spesso l�attacco diretto per sorprendere la linea difensiva centrale, puntando dalle capacit� di regia dei due centrali Schiavi e soprattutto Gigliotti.
Fase di non possesso
In fase di non possesso entrambe le squadre si sono schierate con il classico 1-5-3/2, con le due punte centrali che esercitavano la pressione sul portatore di palla avversario per poi disinteressarsi della fase difensiva, restando quasi sempre sopra la linea della palla.
Per quanto riguarda il Foggia, c�� stata la pressione costante sul portatore di palla da parte dei centrocampisti Gerbo, Agnelli e Busellato, cercando di evitare il pi� possibile che la Salernitana giocasse con palla libera. Ci� ha permesso ai difensori di mantenere la linea sempre abbastanza alta sin quando la partita si � giocato in parit� numerica.
Al contrario la Salernitana, per scelta tattica lasciava che il Foggia avanzasse sin dentro la propria met� campo, facendo molta densit� ai limiti della propria area di rigore. In tal modo finiva per tenere la linea difensiva sempre piuttosto bassa potendo contare su difensori abili nel duello, in modo particolare Signorini e Schiavi.
La fase difensiva della Salernitana � stata agevolata, cos� come gi� evidenziato, dalla presenza di pochi uomini del Foggia che attaccavano la profondit� e pertanto i difensori avevano quasi sempre buon gioco sulle nostre punte. .