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lunedì , 19 Ottobre 2026
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News da Ancona: i tifosi chiedono rinforzi

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ANCONA – «Inutile che continuiate a chiedere rinforzi. Sul mercato degli svincolati non ci sono giocatori che fanno al caso nostro. Fino a gennaio andremo avanti così»: all’indomani dell’amara sconfitta di Perugia (caratterizzata anche da alcuni incidenti che ieri hanno portato all’arresto di altri tre supporters biancorossi), Sergio Schiavoni parla forte e chiaro ed anzi, si arrabbia se qualcuno continua a battere il tasto dei rinforzi. «Non è vero che la società ha speso poco per allestire questa squadra – ha tuonato il titolare dell’Imesa – non credo che dall’esterno voi giornalisti possiate farci i conti in tasca. Ripeto, spendere altri soldi per giocatori non all’altezza a chi serve? Il nostro ds Marcaccio sta sondando il terreno ed eventualmente interverremo sul mercato a gennaio. Prima di allora escludo che ci sarà un nostro ritorno sul mercato».

Schiavoni prima di partire per un viaggio di lavoro nella Repubblica Ceca, ha voluto ribadire alcuni punti fermi. «La squadra non è così male nonostante gli ultimi risultati negativi. Abbiamo perso quattro volte su sei ma non ho visto avversari trascendentali che ci hanno surclassato. Siamo stati più che altro condannati dagli episodi e da un pizzico di sfortuna. A Perugia già il pareggio ci stava stretto e abbiamo addirittura perso. Secondo me alla base di tutto ci sono alcune leggerezze che i nostri giocatori continuano a commettere e che vanno assolutamente eliminate. Esonerando Monaco non si risolvono i problemi».

Schiavoni ha parlato anche del suo socio Franco Fedeli che dopo Perugia, stranamente, non ha sbottato come suo solito. «Secondo me stavolta Fedeli non si è arrabbiato perchè ha visto che la squadra, pur perdendo, non è proprio da buttare via. C’è tanto rammarico perchè abbiamo perso, ma non posso accusare nessuno. Certo che anche quest’anno sono più dolori che gioie con questa Ancona».

Da Schiavoni a Fedeli (entrambi ieri sono intervenuti su radio Conero). «Mi sono frenato dopo la partita – ha spiegato il titolare della Super Elite – anche perchè le mie parole spesso vengono interpretate male e poi nascono delle polemiche che in questo momento non servono. E così ho evitato di dire quello che penso realmente, diciamo che mi sono un po’ mimetizzato. Stamattina (ieri, ndr) ho avuto un colloquio con il mio socio Schiavoni con il quale ho fatto un’analisi della situazione. Che vi devo dire… Soddisfazioni zero, divertimento zero, impegni finanziari tanti. E quando perdiamo anche il lavoro va male perchè inizio la settimana arrabbiato. Da quando sono entrato nell’Ancona – si sfoga il presidente – è andato tutto storto, speriamo che in futuro qualcosa cambi». Lo stato d’animo di Fedeli però non è il preludio a un suo disimpegno dall’Ac Ancona. «Almeno fino a giugno, al di là dello sconforto attuale, il mio impegno resta anche se la strada è tutta in salita e molto ripida. L’Ancona non è ancora morta, cerchiamo di trovare una soluzione, noi società vogliamo la vita della squadra. Dobbiamo curare questo malessere, capire, trovare le soluzioni se si possono trovare. E quindi occorre dare fiducia anche ai nostri tecnici ma valutare fino a che punto possiamo darla. Monaco? La fiducia si conquista sul campo. Io sono pratico, guardo i risultati che fino ad oggi non sono stati positivi. Adesso chiedo alla squadra i primi tre punti casalinghi col Foggia: la vogliamo dare o no una soddisfazione ai nostri tifosi?».

Fedeli analizza anche il discorso mercato: «Ribadisco, ci mancano un centrocampista e un difensore centrale ma il problema è sempre quello di sfoltire la rosa. Se non si liberano posti come faccio a ingolfare anche di più un gruppo già così ampio? Abbiamo un plus di giocatori che non servono all’Ancona. Devono accettare le proposte della società e fare un bagno di umiltà. Io dico: aiutiamoci a vicenda. Che dobbiamo fare? Metterli fuori rosa, non pagargli gli stipendi? Io non voglio la guerra ma trovare un punto di incontro. Siamo anche disposti a dare una buonuscita. Il ds e il mister però devono dirmi chi serve meno a questa squadra».

Un Fedeli “misurato” ma che alla fine su è lasciato sfuggire alcuni commenti pepati: «Maggi continua a essere un oggetto misterioso. Anche a Perugia in panchina e non ha giocato neanche un minuto. Cosa lo abbiamo preso a fare? E poi: mi spiegate perchè le rimesse laterali le tiriamo tutte sui piedi degli avversari…».
Fonte: CORRIERE ADRIATICO

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