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mercoledì , 21 Ottobre 2026
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News da Terni: La capolista fa tremare la Ternana

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Il cielo è coperto da uccelli neri. Centinaia di volatili che svolazzano sopra al campo sintetico, sulla marattana, dove si allena la Ternana. Sembrano una coreografia. O un presagio. L’allenatore silenzioso (almeno fino a domenica) Maurizio Raggi si allontana dal campo per vedere la partitella del giovedì da una piccola altura. Scruta lo stormo nero nel cielo ed i suoi giocatori. Come un augure che prediceva il futuro secondo il volo degli uccelli, sta probabilmente individuando le mosse tattiche da azzeccare per la partita di domenica contro il Foggia, una partitaccia. Di quelle che fanno tremare i polsi, dato che l’intero staff tecnico (primo allenatore, secondo allenatore, allenatore dei portieri e preparatore atletico) hanno deciso il silenzio stampa.
A dir la verità tutta questa tensione non si percepisce. Anche perché c’è il sole. E gli uccelli neri. E pure un brandello di luna. Ma soprattutto non ci sono né i fuorirosa né il vincente Dayo Oshadogan. Insomma, pochi amici che sembrano aver affittato il campo come si fa, durante la settimana, tra scapoli e ammogliati. In serenità.
Ma piccoli segnali montano l’attesa. Raggi corruccia un sopracciglio, c’è qualcosa che non lo convince nello schema tattico ma poi fortunatamente va tutto a posto. Ma laggiù, in una panchina desolata c’è il solitario coordinatore Giuliano Pesce con le gambe accavallate che sente tutto il fuoco della grande attesa.
Dal punto di vista tecnico, Raggi sembra essere intenzionato a rigiocare con lo stesso modulo già vincente contro il Gallipoli, anche se sarà deficitario di due pezzi importanti come Cherubini e Russo per squalifica. Bonfiglio giocherà un po’ più sulla destra mentre Ciarcià dovrebbe bilanciare questi movimenti a sinistra. Nel mezzo il trittico potrebbe essere composto da D’Astolfo, Cardona e Di Deo mentre l’unica punta è ovviamente Tozzi Borsoi.
Per quello che riguarda la difesa i posti sembrano già assegnati con Del Grosso e Danotti sulle fasce e Ferrario e Taccola nel centro. Di Candreva nessuna notizia, oltre al fatto che mercoledì ha giocato un tempo con l’Under 21 di serie C, uscita sconfitta per uno a zero contro il Belgio.
Per la cronaca la partitella a ranghi contrapposti e variegati come quando la vaniglia incontra l’amarena finisce due a due, ma poco conta.
Lì nel mezzo ad arbitrare c’era D’Urso che, ma solo per la cronaca spicciola, ci mette un po’ di tempo a vedere un fallo in area subito da Tozzi Borsoi che, per tutta risposta, manda a quel paese Maggiolini autore del fallo. Ma tutto finisce rapidamente lì. Nemmeno quello appare come un gran segnale di tensione. E se poi si aggiunge che il secondo allenatore ed il preparatore atletico, passando vicino alla rete di recinzione, salutano e sorridono ai giornalisti presenti ed ai due tifosi arrivati sin qui, si capisce che la tensione è più leggera di quanto si immagini.
Ma ecco che, d’improvviso, riprende l’impeto dell’azione. Questa volta Raggi è sceso sul campo. Sistema i piccoli birilli conoidali e comincia, con grinta esasperata, ad urlare ai suoi giocatori mentre li lancia verso la porta: «Fate gol! Fate gol!» è l’urlo di battaglia. Una sorta di Braveheart. In tensione.
«Ma che fine ha fatto Longarinittu?» chiede poi d’improvviso e inaspettato un preoccupato tifoso. Uno dei due presenti. Ma nessuno ne sa niente e la risposta non arriva. Forse sarebbe da chiederlo al coordinatore Giuliano Pesce. Ma è laggiù. Da solo. Sulla sua panchina. Tra i suoi pensieri. E nessuno lo disturba.
Fonte: Il Messaggero

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