Novelli al veleno, dopo la partita (e la rissa) dell´Arechi: “Chiederò l´autorizzazione a procedere per querelare il Sig. Stefano Cuoghi -ha affermato il tecnico granata a salernonotizie.it-. Non è giusto rappresentare la categoria degli allenatori in quel modo. Ha avuto per tutta la partita atteggiamenti provocatori che hanno solo inasprito gli animi e contribuito a far aumentare la tensione. Un allenatore la domenica rappresenta non solo se stesso ma una squadra, una società ed una città intera. Chi è provocatore di questi disordini deve sapere che mette a rischio l´incolumità di tante persone; gente che viene allo stadio con intere famiglie per assistere ad uno spettacolo e forze dell´ordine che hanno famiglia e vogliono rientrare alla fine del loro lavoro in massima tranquillità e serenità. Sul piano sportivo si possono vincere tanti campionati ma quello più importante lo deve vincere l´uomo prima di essere un allenatore”.
“Durante la partita -prosegue Novelli- ci sono stati tanti atteggiamenti negativi. Mi guardava fisso a denti stretti ai quali non ho risposto non per paura ma perché ritengo di essere superiore è perché avrei voluto rispondergli sul campo così come è avvenuto. Abbiamo dimostrato che sul rettangolo di gioco si è vista una sola squadra, la Salernitana. Ho sempre evitato di creare disordini anche quando ho sentito che Cuoghi apostrofava un giocatore nostro rimasto a terra. L´anno scorso sentì che in una intervista dichiarò di vergognarsi di essere uno del Nord; penso che per prima cosa si debba vergognare di essere un uomo perché un uomo pulito e sano non ha quegli atteggiamenti e non crea quelle situazioni che poi tutti noi abbiamo visto. Personalmente non sarò un grande allenatore, ma sono un uomo di principio e con grandi valori che posso insegnarli e questo alla fine nel tempo fanno vincere molto di più che una partita di calcio…”.
“I tifosi hanno piena libertà di decidere e di pensare quello che vogliono. Il problema è un altro -ha, poi, continuato Novelli-. Quando si riceve un atto di stima e di affetto dall´altra parte c´è bisogno di una risposta altrettanto positiva e non solo teorica ma pratica assumendo atteggiamenti di civiltà e di sportività. Non si può a fine partita rivolgersi alla nostra panchina, alzare in cielo il pugno ed esclamare “Vaff….e via, più 4”. Sono atteggiamenti che non hanno niente a che vedere con lo sport. Un allenatore vero non può essere contento di una prestazione del genere della sua squadra. Voglio elogiare i miei ragazzi e posso dirvi in tutta sincerità che la mia squadra non la cambierei con nessuno. Sono orgoglioso di loro e questo lo dico a prescindere dai risultati”.
Fonte foto:www.notasport.it
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