E’ il più invidiato tra i diciotto tecnici del girone B di C1. Dino Pagliari, con il suo Ravenna, si gode il suo momento di gloria. Un’annata nata con qualche polemica, svanita grazie ad un andamento ineccepibile. Un binomio quello tra il tecnico marchigiano e la società romagnola che proseguirà ancora per due anni. Un rinnovo giunto a metà della settimana appena trascorsa. Qual è l’aggettivo che meglio si sposa con la vittoria della sua squadra? «Direi giusta. Abbiamo costruito il nostro successo durante un campionato che ha avuto pochissimi cali. La B è meritata, penso siamo stati la formazione in grado di offrire il rendimento migliore. E non era semplice perchè la concorrenza era particolarmente agguerrita». Nel percorso vittorioso dei giallorossi, c’è stato solo un momento di appannamento. L’arco di tre sconfitte consecutive che sono giunte tra la tredicesima e la quindicesima giornata nell’ordine con Perugia, Gallipoli
e Juve Stabia. Pagliari, però, svela un aneddoto di quei giorni. «La nostra forza è stata quella di avere alle spalle una
società che non ci ha mai fatto mancare nulla. Dopo quelle tre sconfitte – ricorda Pagliari – il presidente ci ha portato tutti a cena, organizzando una festa per 450 persone e rendendo sereno tutto l’ambiente. Da lì siamo ripartiti e abbiamo ricominciato a vincere. Quello, per me, è stato il momento più importante della nostra stagione». Il Ravenna ha lottato soprattutto con l’Avellino per il primo posto. Negli scontri diretti ha ottenuto discreti risultati, ma la differenza l’ha fatta con le squadre cosiddette “piccole”, piegate con costante
facilità. «Il campionato di C1 è molto duro – afferma Pagliari – Non è stato semplice prevalere su concorrenti davvero molto quotate. Un pronostico sulla serie B? Sinceramente non
ne voglio fare. Mi mette in difficoltà, ma dico che, a parte Perugia e Gallipoli, sono arrivate le squadre pronosticate un po’ da tutte.. Sono legato da uno stretto rapporto di amicizia e stima con Aldo Papagni. Avellino, Cavese e Foggia possiedono grandi qualità e penso che le percentuali vadano equamente distribuite. Ma non mi faccia dire nomi». Più dimestichezza con la zona playout. «Martina e Teramo hanno un chiaro vantaggio. Non solo tecnico, ma derivante dal fatto di poter contare su due pareggi. Poi il Martina sul suo terreno è squadra molto dura da affrontare. Penso che la formazione di Brini abbia molte chance di salv arsi». Nel Ravenna c’era un pezzo di Taranto. Nicola Pizzolla ha vissuto la seconda promozione in terra romagnola dopo quella di due anni prima dalla C2 alla C1. «E’ un mio figlioccio – afferma il tecnico – L’anno scorso ha avuto qualche problema quando l’ho impiegato centralmente. Come esterno di centrocampo, invece, è andato benissimo». Famiglia di vincenti quella Pagliari. Dino con il Ravenna e Giovanni con il Foligno (serie C2, girone B) sono freschi di promozione. «Siamo contenti, ce la godiamo. Abbiamo un’estate per programmare il futuro».
Fonte: Corriere del Giorno
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