Pellegrini a muso duro

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«Ferrarese e Corrent? Sinceramente vorrei solo parlare di calcio giocato. Ho fatto delle scelte perché sono l’allenatore del Verona, scelte che sono state rispettate e questo è sufficiente per me. Ho parlato con i ragazzi, sanno benissimo come la penso su questo argomento. Ci sono loro due, ma ci sono anche quelli che non sono stati convocati come Cossu e come Di Giulio. Ma questo non significa che per me non sono importanti. Significa solo che l’allenatore in questo momento ha ritenuto di fare il bene del Verona agendo in questa maniera». Davide Pellegrini affronta l’argomento esclusioni a muso duro.
Fuori Ferrarese, Corrent, Di Giulio, Cossu e Morante, dentro ragazzini come Giraldi e Vriz: un rischio enorme per il tecnico. Un rischio che ha pagato. Ora Pellegrini però vuole rasserenare l’ambiente e non creare casi. «Ma scherziamo? – spiega -, qui abbiamo bisogno di tutti. C’è solo da lavorare e a testa bassa. Non avete visto nulla, ancora, di come intendo io il calcio. E non so se riuscirò a farvelo vedere. L’importante è solo tirar fuori il Verona da queste secche».
Giudice sportivo. Intanto ancora pesantissima si è abbattuta sull’Hellas la mannaia del giudice sportivo. Dopo la rissa finale di domenica Iovine e Franzese, coinvolti nella scaramuccia con i ternani hanno preso due giornate. E il Verona è stato anche multato di mille euro in seguito ai cori di scherno dei suoi tifosi nei confronti di Ginestra.
La società non presenterà reclamo, anche se ieri sera il diesse Prisciantelli ha visionato le cassette per cercare di alleviare la posizione dei due giocatori. Ma sui cori c’è poco da fare: il regolamento parla chiaro. E la Lega di C vuole usare il pugno di ferro.
Fonte articolo e foto: Leggo.it

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