PESCARA. Nelle ultime ore inizia a sgonfiarsi in seno alla Pescara calcio il caso relativo al pagamento della parte di debiti del �gruppo Sebastiani�. L´imprenditore, che gode dell´appoggio di altri soci di minoranza quali Di Tieri, Di Cosimo, Acciavatti e Pirocchi per un totale di 30%, anche ieri ha confermato la sua ferma volont� di uscire o rilevare le quote di tutta la compagine sociale.
Come in una partita a carte, con il chiaro intento di ricucire lo strappo o avere la meglio, De Cecco, che ha gi� provveduto insieme a Caldora ed Edmondo al pagamento della loro quota parte, ha in parte aggiustato il tiro circa le possibilit� di fallimento del Pescara.
Anche se le posizioni dei due gruppi restano distanti, fortunatamente il rischio di rivedere i libri contabili della societ� portati in tribunale dopo solo un anno � ridotto al lumicino.
Se Sebastiani e soci non dovessero ricapitalizzare la loro quota parte potrebbero aprirsi due strade. La prima vedrebbe De Cecco, Caldora ed Edmondo モsobbarcarsiヤ un altro 30% dell´aumento di capitale sociale. In alternativa potrebbero essere ratificati ingressi di nuovi soci tra i quali ad esempio Angelo Renzetti.
Il pensiero di De Cecco, Caldora ed Edmondo, condivisibile perch� poggia le basi sulla gestione del club fin´ora sottoscritta e condivisa da tutti i soci, � aperto alla possibilit� di diniego di Sebastiani e soci a patto che gli stessi paghino i debiti contratti in base alle quote societarie.
Intanto l´assemblea, fissata originariamente negli scorsi giorni, � stata spostata al 21 di dicembre. Chiara l´intenzione, obiettivamente difficile, di tentare fino all´ultimo di ricucire lo strappo con De Cecco e la Caldora che nonostante tutto si dicono fiduciosi sul ritorno di Sebastiani. In ogni caso, va sottolineato, � altamente improbabile un nuovo fallimento.
Fonte: www.primadanoi.it
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