Il Pescina Valle del Giovenco rappresenta uno dei fenomeni pi� interessanti del calcio italiano del secolo ventuno. Nel 2005, quando militava in Eccellenza, fu rilevata da una societ� nuova e ambiziosa, che non esit� a cambiarne denominazione e colori sociali. Il nuovo corso ha prodotto da subito risultati eccellenti, grazie anche alle proficue collaborazioni con Siena e Juventus: promozione immediata in serie D, altro salto di categoria l�anno dopo e in appena due stagioni l�approdo in Prima Divisione. E la dirigenza non sembra paga: dalla prossima stagione il club si trasferir� ad Avezzano � dove gi� disputa le gare casalinghe – cambier� ancora denominazione e rappresenter� il centro marsicano. Obiettivo: serie B.
LA SOCIET� � L�A.S. Pescina Valle del Giovenco fa parte della holding di Finmeccanica, il colosso italiano del settore della difesa e dell�aeronautica. Il presidente � Sabatino Stornelli, ex manager Telecom e amministratore delegato di Selex Service Management, altra societ� del gruppo Finmeccanica. Nell�organigramma societario figurano due nomi illustri del calcio italiano: Paolo Rossi, campione del Mondo e Pallone d�oro nel 1982 ricopre la carica di vicepresidente, mentre il team manager � Walter Cinciripini, ex arbitro internazionale, che diresse a Foggia la sua prima partita in serie A.
LO STADIO � Al momento della promozione in C2 la squadra si trov� ad affrontare il problema dello stadio: l�impianto di Pescina non risponde ai requisiti minimi per la disputa di partite professionistiche. Superato ilrischio della non-ammissione al campionato, fu deciso inizialmente che il Pescina giocasse le gare a porte chiuse. Grazie a una deroga concessa in seguito la formazione biancoverde gioca allo Stadio dei Marsi di Avezzano, impianto con capienza massima di 4000 posti inaugurato nel 1941 e ristrutturato nel 1990, che presenta a tutt�oggi problemi di adeguamento alle normative vigenti stranamente ignorati da Lega e Federazione.
L�ALLENATORE – Dario Bonetti, terzo tecnico stagionale a occupare la panchina abruzzese, esordisce domenica sulla panchina del Pescina dopo l�esonero di Roberto Cappellacci, gi� subentrato a Carlo Perrone dopo sole due giornate. Ex difensore centrale di Roma, Milan, Juventus e Sampdoria (due presenze in Nazionale nell�era Vicini), Bonetti comincia la carriera da allenatore nel 1999 con la Sestrese, in serie D, prima di farsi tentare dalle sirene scozzesi del Dundee F.C., club nel quale rimane fino al 2002. Dopo qualche anno di inattivit� nel 2005 risponde alla chiamata del Potenza; l�anno dopo � di nuovo all�estero, nel Sopron, squadra ungherese nella quale milita anche Beppe Signori. Torna in Italia nel 2007: allena Gallipoli e Juve Stabia, prima dell�ultima, sfortunata esperienza oltre confine sulla panchina della Dinamo Bucarest.
LA SQUADRA � Sulla carta l�organico del Pescina appare competitivo e ricco di alternative. La societ� non ha badato a spese per rafforzare la squadra capace di centrare la promozione lo scorso anno. Il mix di giovani di prospettiva ed elementi di categoria � stato arricchito con calciatori dal pedigree indiscutibile. E i fuochi d�artificio non sono finiti, se � vero che sta per essere definito il travagliato tesseramento di Spinesi. Nel Pescina milita infine Alessandro Bettega, figlio di Roberto, prima grande bomber e poi discusso dirigente della Juventus.
OCCHIO A� – Continuiamo il discorso: c�� l�imbarazzo della scelta. I bianco-verdi annoverano fra le proprie fila gente come Birindelli (cinque scudetti, di cui due revocati, con la Juventus), Cesar (126 presenze e 16 reti in serie A con la maglie di Lazio, Inter, Bologna e Livorno, oltre a due apparizioni con la Sele�ao) e Choutos (ex promessa della Roma, una carriera in serie A greca, 12 presenze e 2 reti in nazionale) accanto a elementi di categoria come Molinari, De Angelis, Cipolla e Bettini (da anni regolarmente in doppia cifra fra D e C2) e giovani di livello come i talentuosi Cruciani, Censori e Blanchard, difensore scuola Siena.
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