Rapido in attacco e imperforabile in difesa. Nessuno è ancora riuscito a segnare al “Presti”

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Il prossimo avversario del Foggia è il Gela. La squadra siciliana ha vissuto un’estate turbolenta, che aveva gettato lo spetto del fallimento sulla società, dopo la promozione conquistata nello scorso torneo. Da alcuni anni il sodalizio gelese non riesce a trovare pace. Il primo problema da affrontare (in ordine cronologico) è quello relativo ai colori sociali. La nuova società aveva imposto i colori giallorossi, bandendo il canonico bianco celeste, da sempre sulle maglie dei siciliani. Gran parte dei tifosi non hanno mai digerito questo cambiamento e da ormai tre anni contestano inutilmente la proprietà, continuando ad esporre striscioni e bandiere biancoazzurre. L’altro problema è quello legato alla società, ancora alla ricerca di un assetto stabile dopo i ribaltoni degli ultimi anni e gli atti intimidatori subiti dai dirigenti, come quello di un mese fa nei confronti dell’attuale presidente. Ogni medaglia ha, però, il suo rovescio. Se da un lato la società non ha vissuto mesi tranquilli, la squadra sta fornendo risposte sostanziose alle attese dei tifosi. Il Gela è una delle squadre più regolari del torneo. Gioca un calcio semplice, fatto di pochi passaggi e molta concretezza, di contropiedi micidiali e solidi schemi difensivi. In questa stagione il Gela ha conquistato dodici punti, frutto di due vittorie, sei pareggi e due sconfitte. Il trend casalingo ci consegna un Gela ancora imbattuto, capace di conquistare due vittorie e due pareggi. La caratteristica principale di questa squadra è, però, il suo doppio volto. Infatti, il gioco ed il rendimento dei siciliani in casa è opposto a quello in trasferta. In casa sono incredibilmente concreti, capaci di segnare due gol, non subirne nessuno e di ottenere otto punti. Lontano da Presti, invece, fioccano i gol, sia subiti che segnati ma i punti sono solo quattro, frutto di altrettanti pareggi. L’allenatore è Andrea Pensabene, profondo conoscitore del calcio isolano dopo quattro anni passati sulle panchine della serie D siciliana. La carriera di Pensabene incomincia nelle giovanili del Palermo (nel periodo in cui Rumignani era tecnico dei rosa-nero) per poi girare Cremapergo, Sciacca (in entrambe le occasioni è stato esonerato), Isernia e Milazzo. Queste ultime due esperienze rimangono le più importanti grazie alla vittoria del campionato in terra molisana e al quinto posto in riva allo stretto. La prima esperienza nei tornei professionistici arriva sulla panche dell’Igea Virtus, ma termina prima del previsto con l’esonero. Pensabene schiera solitamente un 4-4-2 capace di trasformarsi i un offensivo 4-3-3 grazie alla versatilità del trequartista Levacovich e del bravo Carboni. Gli uomini più schierati dal tecnico sono i seguenti: Indiveri (ex Bari) in porta, Tamburo, Gargiulo, Filippi e Unniemi (difensore goleador) in difesa, Berti, Giuliano, Levacovich e Carboni. In attacco il tandem Baclet – Abate. Tra i panchinari troviamo Sapienza, ex centrale del Foggia, Comandatore, difensore – bandiera dei giallorossi e Mangiapane, estroso esterno di centrocampo, non più giovanissimo ma dalle spiccate qualità tecniche che gli permettono di saltare l’uomo con estrema facilità.
Di seguito riportiamo l’intera rosa del Gela. Tra parentesi le squadre di provenienza dei calciatori.

Portieri: Castelli, Indiveri (Cesena).
Difensori: Comandatore, Filippi (Foggia), Gargiulo, Occhipinti (Sangiovannese), Paganotto (Brescia), Sapienza (Foggia), Tamburo (Ragusa), Unniemi.
Centrocampisti: Berti, Di Julio (Chieti), Giugliano (Benevento), Kone (Vittoria), Levacovich, Mangiapane (Vigor Lamezia), Simunovic (Admira Linz).
Attaccanti: Abate, Baclet (Russi), Carboni, Di Piedi (Apoel Nicosia), Lo Coco, Niscemi, Okolie (Trapani).