�Sopra il Ravenna Calcio si stanno aggirando numerosi avvoltoi ma sappiano che la legge e la giustizia sono dalla nostra parte e che pertanto resteranno delusi�. Con questa immagine il presidente giallorosso, Sergio Aletti, ha aperto la conferenza stampa indetta nel pomeriggio di ieri presso l�Hotel Holiday Inn. E il numero uno di via Salara si � affrettato a chiarire il motivo dell�incontro: �Se qualcuno ha pensato che in questa sede avremmo annunciato il nostro disimpegno si � sbagliato perch� il Ravenna Calcio oggi � una Societ� sana, fisicamente ben strutturata e avr� una lunga vita. E anche noi a Ravenna resteremo a lungo. Se qualcuno si aspetta una fuga da parte mia o di chi mi sta vicino, non ha capito nulla di noi, di quello che stiamo facendo e di quello che intendiamo fare�.
Poi il presidente Aletti ha fatto un excursus su tutte le vicende dell�ultimo mese, dall�acquisto delle quote del club alla decisione dell�Alta Corte del Coni che ha confermato la non ammissione al prossimo campionato di Prima Divisione. �Prendiamo la societ� la sera del 23 giugno ma dobbiamo attendere i tempi tecnici affinch� venisse registrata la variazione della compagine sociale, cosa che avvenuta il 29 giugno: in quella data diventiamo realmente i nuovi soci del Ravenna Calcio e il 5 luglio si svolge l�assemblea che mi nomina presidente. Subito provvediamo al pagamento degli emolumenti e dei contributi, ottemperando cos� ad una delle condizioni previste per l�iscrizione al campionato. E veniamo al motivo per cui siamo fuori dalla Lega Pro, anzi al perch� qualcuno ha deciso di non iscrivere il Ravenna Calcio. Il problema � rappresentato dalle pendenze verso l�Erario riguardanti l�Iva e l�Irap, pendenze che gi� la vecchia propriet� aveva iniziato ad estinguere, versando le prime rate, il 21 aprile per l�Iva e il 29 aprile per l�Irap, e avviando cos� la procedura di rateizzazione. Ebbene, al 12 luglio, termine previsto dalla Figc per la regolarizzazione di tutte le posizioni necessarie ad ottenere la Licenza Nazionale per l�ammissione al campionato, non esisteva alcun debito Iva e Irap scaduto perch� la seconda rata non era ancora maturata e non esisteva alcun ruolo o cartella di pagamento che certificasse lo status di debitore del Ravenna Calcio. La stessa presentazione delle fideiussioni non � soggetta ad alcun termine perentorio ma, nonostante questo, provvediamo a depositarle all�Agenzia delle Entrate entro il 12 luglio. Poich�, giustamente, l�Agenzia delle Entrate, prima di accettarla ha bisogno di verificarne la bont�, presentiamo due bozze. L�Agenzia apporta le proprie correzioni e il 15 luglio completiamo l�iter, com�� attestato dalla stessa Agenzia delle Entrate di Ravenna e suffragato da quello di Bologna. L� inizia invece il calvario: la Covisoc esprime parere negativo e il 18 luglio il Consiglio Federale respinge il ricorso. La realt� dice che abbiamo perso eppure ricevo pi� di una telefonata nelle quali scopro che ho vinto perch�, mi viene riferito, l�esclusione del Ravenna Calcio ha a tal punto diviso il Consiglio da indurlo a dare mandato al presidente Abete a cercare una conciliazione con la nostra societ�. Il problema � che, ci accorgiamo, l�Alta Corte di Giustizia del Coni non prevede la conciliazione, tra le proprie funzioni. E, se non bastasse, qualche giorno fa mi arriva una telefonata che mi fa capire che l�aria � cambiata e che a Roma non ha senso andare. Qualcuno ha per� fatto male i conti perch� noi non ci fermiamo e, se fino ad ora abbiamo giocato fuori casa, adesso � giunto il momento di farlo in casa nostra. Ecco perch� abbiamo presentato due ricorsi al Tar: Il primo � contro il termine fissato dal regolamento sportivo, un termine diverso da quello a cui sono soggetti tutti i contribuenti in Italia e dunque anche le societ� di calcio. E un termine la cui fissazione, tra l�altro, incontra un limite nei principi di ragionevolezza e proporzionalit� che in questa vicenda sono stati largamente disattesi. Il secondo ricorso � invece contro la decisione dell�Alta Corte di Giustizia del Coni. Ma non ci fermeremo qua perch� siamo pronti ad andare di fronte al Consiglio di Stato, se sar� necessario. Insomma, io vado avanti e, se qualcuno mi vede indietreggiare, mi spari pure”.
Fonte: ufficio stampa ravenna calcio
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