TEAM ANALYSIS: SPEZIA

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scritto da Piero Colangelo
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Non � certo, ma i rumors trapelati in questa lunga pausa raccontano che, domenica pomeriggio, l�attesa dei tifosi foggiani sar� finita perch� potranno probabilmente vedere all�opera quell�attacco pirotecnico che in tanti hanno sognato sin dal termine della campagna acquisti estiva. La compagine rossonera che scender� all�Alberto Picco trover� per� di fronte una squadra rilanciata dalla sonora vittoria casalinga con il quotato Benevento e che esprime un calcio tra i pi� propositivi della categoria nel pieno rispetto di quelli che sono i principi di gioco del suo allenatore. Sar� un test altamente probante sulla tenuta della squadra rossonera, soprattutto nella fase di non possesso, e la verifica se il nuovo impianto di gioco, orfano rispetto al modulo precedente di un difensore, sar� capace di reggere con successo agli attacchi avversari. Marino non adotta pi� il 3-4-3 con cui aveva impostato il Foggia degli anni che andavano dal 2000 al 2002 e che tanti grattacapi creava ai tre centrali rossoneri: Pennacchietti, Carannante e Di Bari , soprattutto per lo scarso filtro del reparto centrale, che per� poteva contare su di un attacco senza uguali per la C, formato da De Zerbi, Greco e Del Core, ma utilizza un pi� equilibrato 1-4-3-3 con esterni che hanno sia velocit� e tecnica (soprattutto Bidaoui) che grandi qualit� condizionali ((Okereke), a cui si va ad aggiungere la freschezza atletica ed il dinamismo dei giovani Augello e Vignali, che al momento hanno vinto la concorrenza di calciatori del calibro di Crivello e Da Col.
La squadra di Marino mostra una manovra ariosa e veloce in fase di possesso palla. Tipico del 4-3-3 � l�accentramento dell�esterno alto che lascia spazio alla sovrapposizione di quello basso e spesso anche di una mezzala che scivola anch�essa sulla fascia. Si crea cos� una catena a 3 che mette in grossa difficolt� le difese avversarie, costrette ad allungarsi per evitare situazioni di 1>1 od addirittura di inferiorit� numerica.
Altro movimento tipico dell�attacco a tre � l�accorciamento della punta centrale che spesso viene incontro al portatore di palla per liberare ulteriore spazio ai compagni e fare a sua volta da sponda per un dai e vai.
In fase di non possesso, spesso la squadra adotta la pressione alta quando l�avversario prova la costruzione dal basso: Ad ordinare il pressing � quasi sempre la mezzala Crimi che va in marcatura sul portatore di palla, con i compagni che pressano sugli appoggi. A questa azione di pressione partecipano sino a 5 calciatori . Nel caso di lancio lungo da parte del portiere avversario la squadra si ricompatta con il solo Galabinov che resta sopra la linea della palla.
La porta � difesa dall�ex barese La Manna, sinora un campionato senza acuti e con qualche incertezza, molto bene sta facendo Capradossi, dopo la parantesi piuttosto deludente al Bari. L�italo ugandese, di propriet� della Roma, nelle ultime partite sta mettendo in mostra quelle qualit� che gli venivano riconosciute quando spadroneggiava nella difesa della Roma primavera. Gli fa compagnia al centro l�esperienza e la qualit� dell�ottimo Terzi. Senza contare che Marino pu� contare , come centrale, anche sull�affidabilit� di Giani. Sugli esterni Augello spinge con continuit� e profitto, alternandosi e sovrapponendosi sulla catena di sinistra all�esterno alto. Il ragazzo preso un anno fa dalla Giana Erminio � senza dubbio una delle sorprese pi� positive di questo inizio campionato dello Spezia. A destra De Col � anch�esso in grado di dare un costante contributo allo sviluppo dell�azione, i suoi cross e traversoni sono sempre molto insidiosi. Ottima impressione ha lasciato anche il prodotto del vivaio locale Vignali.
La cabina di regia � affidata al giovane calciatore romano Ricci, che sinora dimostra un buon rendimento, ma l�anima del centrocampo � certamente Crimi: grande corsa, grande fisicit� , il calciatore � sempre presente nel vivo dell�azione, specie quando la squadra si propone in avanti. Completa il reparto Bartolomei, piedi buoni e facilit� di inquadrare la porta con tiri potenti e precisi che spesso rappresentano l�alternativa agli attacchi fatti con il gioco manovrato. Bartolomei, nelle gerarchie, sembra sopravanzare il gioiello del vivaio spezzino, Maggiore , gi� da alcuni anni titolare della squadra ligure con circa cento presenze in prima quadra nonostante abbia da poco compiuto venti anni.
In attacco la squadra � ricca di esterni di sicuro valore, Marino ha solo l�imbarazzo della scelta. Gyasi, prelevato dal Sudtirol, ha impressionato quando ha giocato, pur mostrando una certa incostanza di rendimento. Lo stesso pu� dirsi di Pierini, figlio d�arte, di propriet� del Sassuolo. Danno maggiori garanzie, il gi� citato Bidaoui. Il belga di origine marocchine � dotato di una buona velocit� di base ma soprattutto di un dribbling stretto e secco che lo pone nelle condizioni di superare con relativa facilit� qualunque difensore, difficilissimo per chiunque marcarlo in una situazione di 1>1. Non � dotato di un tiro particolarmente forte e preciso ma � in grado di servire assist invitanti (anche dalla linea di fondo) per i compagni. Caratteristiche diverse ha Okereke, alla tecnica, comunque buona, unisce una progressione di corsa impressionante, se trova spazio in profondit�, lo attacca sempre con profitto.
Sinora non esaltante il rendimento di Galabinov. Indubbiamente siamo di fronte ad un gran lottatore da area di rigore, capace di calamitare le traiettorie aeree, di far alzare la squadra essendo dotato di una buona capacit� di difendere la sfera, ma sotto porta � risultato troppo spesso macchinoso e impreciso nelle conclusioni. Sinora solo due reti realizzate.