Un telefono che non squilla…

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Il verdetto sul campo quest’oggi è stato amarissimo per i tifosi rossoneri, gli unici incolpevoli di quanto accaduto in questa stagione. E’ anche vero che in queste situazioni chi sbaglia dovrebbe essere il primo a metterci la faccia. L’unico viso visto al Bentegodi è stato il solito di Gianluca Grassadonia, il capro espiatorio, che la piazza ha imparato a dover sopportare in questi mesi, con dichiarazioni non all’altezza di un allenatore navigato.

La domanda che tutti si pongono in questo momento è: “adesso cosa succederè?“… tale quesito si perde nel nulla nell’attesa di una risposta da parte di chi, nei momenti positivi, c’è sempre stato e si è mostrato con gioia. Dove sono la società ed il direttore sportivo? Nel corso di “Zona Foggia“, nota trasmissione di teleblu condotta dal collega Pino Autunno, si è provato a contattare telefonicamente senza successo Luca Nember ed il presidente Lucio Fares. I telefoni erano puntualmente spenti. Nei cuori rossoneri la paura e le preoccupazioni per il futuro incerto diventano sempre più angoscianti…

Riportiamo di seguito le parole del tecnico Gianluca Grassadonia, al termine della gara con l’Hellas Verona:

Sono qui per rispettare la gente e per assumermi le mie responsabilità, come ho sempre fatto e come dovrebbe fare chiunque. Quando mi hanno mandato via chi mi ha sostituito non ha fatto meglio di me. E’ stata una stagione piena di problemi, tanti terremoti che ci hanno scosso ed oggi siamo ufficialmente retrocessi, nostro malgrado.
Siamo scesi in campo determinati, volevamo vincere e lo abbiamo dimostrato, stando in partita sempre. Loro sono stati bravi a tornare in partita, poi quel rigore che dovevamo evitare ha cambiato una partita che fino a quel momento ci aveva visto meritevoli quanto meno del pareggio, considerando le occasioni clamorose create e sciupate. Non posso rimproverare niente ai ragazzi, da quando sono tornato ci hanno messo l’anima in ogni gara, ci tenevamo a regalare la salvezza alla città ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Siamo a pezzi

Dichiarazioni raccolte dal collega Mario Ciampi, postate sul proprio profilo Facebook.

Foto: Antonello Forcelli