Si attendono, non senza qualche curiosit�, le novit� che verranno fuori dall�assemblea della Lega di serie C convocata a Firenze per il 19 giugno dal presidente Mario Macalli. Si dovrebbe decidere la nuova denominazione del campionato di C, conoscere il nome dello sponsor unico e avere ragguagli anche sul contingentamento delle rose pi� volte anticipato dallo stesso Macalli.
Le prospettive, se si vuole stare alle scarne anticipazioni fornite dai vertici federali, dovrebbero essere per un torneo all�inglese. La serie C cambier� il nome, sembra rifacendosi al modello britannico ivi compresa la presenza dello sponsor.
Tutto deciso invece per la Tim Cup, per la quale � stato gi� scelto il modello strutturale alla francese. La 61ma edizione della competizione (di fatto la seconda per interesse nazionale), che avr� inizio il 9 agosto e si concluder� il 13 maggio a Roma, sar� infatti aperta anche ai club di serie C (dopo che essi erano stati esclusi per un anno) e a quelli di serie D.
La formula, sulla traccia del torneo transalpino, prevede eliminazioni dirette (con eventuali supplementari e rigori), salvo che durante la disputa delle semifinali. Daranno il via alla competizione, il 9 agosto, proprio le squadre di serie C e di serie D. Le vincenti approderanno al secondo turno (il 17 agosto), quando scenderanno in campo le ventidue societ� di serie B. Solo il 24 agosto entreranno in scena i club di serie A non impegnati nelle coppe europee.
La Lega di serie A e quella di serie B hanno dunque deciso di concedere alla loro parente povera, la Lega di serie C, la partecipazione di 18 squadre di serie C1 e di 9 club di serie C2.
Tra le formazioni di terza serie dovrebbe essere certa lメammissione delle squadre che hanno partecipato ai playoff del girone A e del girone B. Dunque via libera per Cremonese, Crotone, Foggia, Foligno, Taranto e Perugia. Potrebbero essere della partita anche il Padova nel girone A e il Pescara nel girone B. E siamo a quota otto.
Per quanto riguarda gli altri dieci posti disponibili, nulla � dato sapere. Sarebbe utile fissare, fin da ora, dei criteri di massima in base ai quali stilare la griglia delle partecipanti. C�� da dubitare che questo accada in una Lega che non ha mai brillato sul piano mediatico e su quello della comunicazione. Facile pronosticare che la scelta potrebbe essere a discrezione dei vertici federali. Che si impersonano, di fatto, nella figura del presidente Mario Macalli.
Resta infine da chiedersi quale sar� il ruolo della Coppa Italia di serie C, svuotata del gi� poco interesse da cui era circondata, che proseguir� il suo cammino accanto alla Tim Cup. Ma questa � un�altra storia.
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