Andrea Gallo, centrocampista del Calcio Foggia 1920, è intervenuto nella puntata di Kick Off, la trasmissione del venerdì sera dedicata al Foggia in onda su FoggiaTv e condotta da Tiziano Errichiello.
Sul momento dopo la vittoria con la Cavese: «I ragazzi siamo molto tranquilli. Sappiamo che una vittoria non deve spostarci dagli obiettivi di squadra e non ci dobbiamo esaltare come non ci dovevamo deprimere quando non arrivavano i punti. Sicuramente fa morale e vincere una partita tirata dopo due sconfitte ti fa respirare. Cerchiamo di portarci dietro questo entusiasmo».
Sui tempi di crescita del gruppo: «Dopo undici partite si può tirare un bilancio. Credo che manchi qualche punto, qualche pareggio in più. Perdere partite come quella di Monopoli o a Milano con l’Inter, dove potevi pareggiare, è un collante giusto rispetto agli obiettivi. Il ritiro è partito il 25 luglio, ma tanti giocatori sono arrivati il 30 agosto: non è semplice trovare l’amalgama. Il tempo non si può quantificare. Siamo sulla strada giusta. Sull’atteggiamento ci siamo sempre stati, tranne a Giugliano, dove abbiamo sbagliato e ci siamo assunti le responsabilità. Domenica abbiamo dato il segnale di voler rimediare».
Sugli obiettivi e le ambizioni: «Ci sentiamo un gruppo forte, ma prima deve esserci l’umiltà. Dobbiamo raggiungere obiettivo dopo obiettivo. Per adesso la prima cosa è arrivare ai 43 punti il prima possibile. Poi, come dice il mister, questa squadra si può divertire perché è fatta di elementi forti. Ma se manca l’umiltà, la determinazione e l’atteggiamento, anche squadre forti sulla carta fanno fatica. Questo è un campionato dove serve fame e cattiveria ogni partita. Siamo sicuramente una squadra da poter raggiungere i playoff».
Sul rapporto con mister Auteri: «È uno spettacolare. Difficilmente ho trovato un allenatore così aperto: scherza, ride con tutti, cerca di tenere sul pezzo anche chi ha meno spazio. Umanamente è una persona importante. Si è visto anche nella corsa dopo il gol di Ravasio. Quando i risultati non arrivano paga sempre l’allenatore, ma noi non vogliamo abbandonare nessuno: siamo tutti sulla stessa barca».
Sulla pressione dell’ambiente: «Qualche ragazzo più giovane o alla prima esperienza in una piazza così esigente può soffrire. Fa parte del tempo necessario a conoscere l’ambiente. Quando arrivi a Foggia e vedi Instagram e Facebook che impazziscono, qualcuno può perdere la bussola, in positivo o in negativo. Maledetti social, dovremmo cancellarci tutti».
Sui prossimi impegni (Casarano, Barletta e Bari): «Sappiamo l’importanza di queste partite e quanto vale ogni singola gara. Sono tre squadre forti. Il Casarano ha avuto un cambio di allenatore e vorrà dare una dimostrazione. Pensiamo alla prima: sarà molto difficile e dovremo mettercela tutta sotto l’aspetto agonistico».
Sul modulo e le soluzioni: «Abbiamo una rosa molto ampia. Il mister sta cercando il vestito giusto. Il 3-4-3 è il modulo che ha usato di più in carriera e esalta gli esterni, di cui ne abbiamo tanti. Tutto fa parte del percorso e del tempo».
Sulla fascia di capitano: «Mi ha fatto tantissimo piacere, però la fascia è di Davide e gliela sto solo tenendo in caldo. Io sono solo il vice».
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