Francesco �Ciccio� Baiano, attuale vice di Giuseppe Sannino alla guida del Varese, in un intervista rilasciata a VareseNotizie.it dal sapore amarcord, parla del suo tecnico del “grande Foggia” della stagione 1990/91, Zdenek Zeman: “Era un gran cultore del lavoro, una specie di macchina da guerra, ma anche un grande motivatore � ricorda “Ciccio” -. Ci allenavamo tantissimo durante la settimana, a volte le sedute erano quasi stressanti. Per� era un lavoro che pagava, perch� in quegli anni io finivo una partita e potevo cominciarne subito un�altra. Adesso sento dire che le squadre lavorano troppo, ma tra la preparazione di oggi e quella che facevo io con Zeman non c�� assolutamente paragone. Il mister aveva un carattere molto particolare: ci diceva sempre che per vincere serviva solo una cosa, fare un gol pi� degli altri. Un paio di volte � anche capitato che uno di noi segnasse, ma lui, invece di applaudirlo, lo rimproverava perch� in quel momento dell�azione non doveva essere li ma da un�altra parte”.
A distanza di 20 anni esatti il boemo � tornato a Foggia: “Lo ha fatto per riportare la squadra e il pubblico dove meritano � taglia corto Baiano -. In Serie A”.
Quando parla del tridente gli occhi dell�attuale vice allenatore del Varese si illuminano: “Premetto che per un attaccante giocare con Zeman � il massimo: per� se non fai almeno 20 gol con lui… � meglio cambiare professione. Arrivavo dall�Avellino, dove non avevo fatto bene, mentre l�anno prima, a Empoli, avevo realizzato 14 gol in B. Il mister credeva in me e mi volle fortemente, mi pagarono 4 miliardi, una cifra altissima per quegli anni. Giocavo in mezzo, a sinistra c�era Signori e a destra Rambaudi: ci trovavamo a occhi chiusi e il merito era del lavoro che si faceva sul campo. Tutti i giorni provavamo schemi, perci� arrivati a un certo punto era automatico trovarsi; anche se non vedevo i miei compagni sapevo esattamente dov�erano piazzati. Tornai a Foggia dopo 13 anni e alcuni ragazzini del posto sapevano chi ero e cosa avevo fatto; avevano visto e rivisto le videocassette di quegli anni”.
Spazio, infine, ai ricordi: “Che emozione giocare a Foggia, c�era sempre lo stadio pieno e quando i tifosi saltellavano sembrava che tutto si muovesse. Ricordo di aver visto gente seduta sui riflettori perch� non avevano trovato un posto dove sistemarsi. In Puglia ho lasciato molti amici e mi piacerebbe ritornare”.
Fonte: www.tuttolegapro.com
© 2010, CALCIOFOGGIA.IT. Tutti i diritti riservati.
È vietata la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione, trasmissione o qualsiasi altro utilizzo, totale o parziale, dei contenuti di questo sito senza previa autorizzazione scritta dell’editore.




