Gaetano Auteri ha presentato la trasferta di lunedì sera a Casarano, primo di tre derby consecutivi, nella consueta conferenza stampa pre-partita.
«Continuità è la parola d’ordine. La partita con la Cavese l’abbiamo vinta perché tra primo e secondo tempo abbiamo migliorato due-tre aspetti: il recupero palla da parte di tutti, i centrali più alti, eravamo più corti quando attaccavamo e abbiamo alimentato di più l’azione offensiva. Questo è l’obiettivo. Dobbiamo giocare una partita accanita, determinata, attenta e propositiva».
Sulle disponibilità: «Di Pasquale non ci sarà. In dubbio c’è anche Berra. Bigonzoni è sulla strada del recupero ma per questa partita non sarà disponibile. Petito e Smeraldi sono a posto. Abbiamo qualche piccolo problema numerico in difesa, quindi dovremo giocare una partita ancora più offensiva».
Sul Casarano: «Hanno un organico non adeguato alla loro classifica, hanno attraversato problemi, hanno cambiato allenatore e modificato l’approccio. Hanno sempre sei-sette giocatori di spessore e qualità. Dobbiamo confrontarci con attenzione, determinazione, essere sempre in grado di ripartire con pericolosità e prendere iniziativa. Massima attenzione anche nei piccoli particolari. Ritorniamo a essere pericolosi come nelle prime quattro-cinque giornate e concentriamoci sulla solidità difensiva».
Su Haoudi: «Gli piace entrare a palleggiare, ma deve trovare gli equilibri. Negli ultimi due anni ha fatto dodici partite, quelle che ha fatto quest’anno. Non gli impedisco di venire a palleggiare, ma gli proibisco di fare cose difficili quando entra in possesso. E gli impongo la fase di non possesso: nessuno si può permettere di non farla».
Su cosa pesa di più: «Non c’è un solo motivo. Abbiamo cambiato volutamente il modo di stare in campo per andare alla ricerca degli obiettivi essenziali. Qualche piccolo intoppo e non disponibilità ci hanno frenato. Questo gruppo non è abituato a un contesto simile, qualcuno può avvertire pressione. L’ambiente ci vuole bene e ci sostiene sempre: alcuni ragazzi lo devono capire. Quando il pubblico si sente tradito la reazione è eclatante, pari al sentimento. Restiamo competitivi in tanti dati statistici pur essendo un gruppo nuovo. I bilanci si fanno alla fine. Il mercato a gennaio non risolve nulla: lo dobbiamo risolvere attraverso il campo. Facciamo di necessità virtù e mettiamo in campo la nostra faccia migliore».
Su vincere o non perdere: «Tutte e due le cose sono importanti, ma non si può scegliere la seconda. Non rientra nel nostro DNA accontentarci, speculare o buttare i palloni. Dobbiamo avere continuità senza dare vantaggi e sbagliando il meno possibile».
Sulle soluzioni in campo: «Todisco può fare molto bene il ruolo di braccetto. Parisy è un ragazzo che si fa delle domande e deve risolverle da solo. Dal punto di vista del gioco dobbiamo essere più propositivi nell’essere corti quando attacchiamo, con i centrali più alti e gli smarcamenti fra le linee, come nel secondo tempo con la Cavese. Decisi e determinati nei ripiegamenti, sempre aggressivi. Le squadre che vincono più frequentemente vanno forti in avanti e forti anche all’indietro».
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