Amato redarguisce le società, anche il Foggia nel mirino

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“Dal mondo del calcio verranno pressioni perchè lo spettacolo continui, perché le entrate dello stato e delle società dipendono dal calcio. Noi abbiamo il dovere verso le forze dell´ordine e i cittadini di resistere alle pressioni”. Giuliano Amato non si nasconde dietro le parole. E, parlando alla Camera, rende palese il contrasto stridente tra chi pensa che lo spettacolo calcio debba andare avanti sempre e comunque e chi, invece, vuole che il pallone conosca una svolta.

La serenità delle famiglie italiane vale di più degli interessi economici che pretendono che lo spettacolo continui” dice Amato. Che, però, è costretto a fare autocritica. Accade quando ammette di aver “sbagliato” a concedere le deroghe per poter giocare negli stadi non a norma. Ma adesso si cambia: “Il pubblico non potrà più entrare negli stadi non sicuri”.

Società nel mirino “Non tutto ha funzionato dopo la Pisanu – dice Amato – Molti impianti sportivi non solo sono rimasti lontani dai decreti Pisanu, ma molte società hanno dimostrato di non avere intenzione di farlo”. Per il ministro è disarmante il dato sulla certificazione della capienza degli impianti sportivi. “Io mi trovo stadi che sono stati certificati per 9.999 spettatori: Cesena, Vicenza, Cremona, Foggia e diversi per 9.900, uno per 9.500 e così via” aggiunge Amato riferendosi alle norme del decreto Pisanu che impongono particolari predisposizioni di sicurezza agli impianti con più di 10.000 posti.

Il calcio catalizza la violenza”. “Il calcio è uno dei più grandi catalizzatori della violenza – dice Amato – E diventa occasione di formazione della violenza. Offre canali attraverso i quali la violenza si esprime”.

Derby a rischio. Catania-Palermo “destava forti preoccupazioni” per “l´eccessiva rivalità tra le tifoserie e la concomitanza con la festa di Sant´Agata”. Tanto che l´osservatorio nazionale gli aveva dato il livello 3, il livello massimo, cioè, di rischio. Nonostante questo si è giocato.

Non è ancora chiaro come è morto Raciti”. L´unica cosa certa, spiega Amato, è che l´ispettore è morto per un colpo al fegato e non, come si era detto in un primo momento, per le esalazioni di una bomba carta. Inoltre secondo l´autopsia Raciti presenta un livido all´altezza del fegato a forma di stella. L´ispettore dopo il colpo “ha continuato a lavorare” continua Amato. Poi si è accasciato ed è morto un´ora più tardi.

Il bilancio degli arresti Sono 34 le persone arrestate a Catania di cui 11 erano minorenni per i fatti di venerdì. 1.350, invece, gli operatori delle forze dell´ordine impegnate al Massimino.

Incidenti in aumento. Sono in aumento gli arrestati e gli incidenti tra i tifosi. “E´ pazzesco dover fare i conti come se si muovessero i nostri soldati in Libano – spiega Amato – i treni dopo questi viaggi concorrono al disavanzo delle Ferrovie”. “Gli effetti positivi della prima attuazione della normativa Pisanu nel passaggio tra il campionato scorso e quello in corso si stanno rovesciando”, avverte il Ministro che segnala l´incremento degli incidenti e degli arresti la crescita del personale impiegato. “C´è stata quindi una ripresa del fenomeno della violenza – spiega ancora Amato – Buona parte ricade proprio su Catania. Proprio a Catania dopo 24 incontri disputati si sono registrati 147 feriti di cui 118 forze dell´ordine. Gli eventi dell´ultima settimana alzano la media”. “Napoli – aggiunge Amato – e al secondo posto di questa speciale e brutta classifica. Poi Bergamo, Taranto”.

fonte repubblica.it

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