CdS – Il ricorso anche per compensare i torti arbitrali

Ecco quanto riportato in data odierna sulle colonne regionali del Corriere dello Sport.

Fiato sospeso sull’esame dei ricorsi al Collegio di Garanzia del Coni, il Foggia punta le sue difese sulla «domanda incompleta» presentata dal Lecco per ottenere la licenza nazionale di Serie B e sull’osservanza dei regolamenti che prevedono tassativamente la perentorietà dei termini entro i quali bisogna esibire la documentazione, pena l’esclusione. Ma dietro le ragioni formali con i quali il collegio di difesa dell’avvocato Eduardo Chiacchio muove la sua difesa, c’è dell’altro.

QUANTE RECRIMINAZIONI. Se il Foggia potesse appellarsi a un giudice per contestare anche le decisioni subite sul campo nelle due partite con i lombardi (che ancora fanno recriminare i tifosi rossoneri), l’elenco delle rimostranze sarebbe lunghissimo. Verrebbe fuori una sorta di ricorso “extralarge”, che terrebbe dentro ad esempio i presunti torti arbitrali subiti dalla formazione di Delio Rossi nelle due finali playoff contro i lombardi e in special mondo nella gara d’andata allo Zaccheria. L’aspetto che più inquieta è il mancato ricorso al Var sulle decisioni più controverse (il gol annullato a Ogunseye per un presunto fallo del calciatore rossonero su un avversario, non rilevato dalle immagini) e le verifiche sul mancato il calcio di rigore per un fallo su Frigerio. Ovviamente un ricorso così allargato non si potrebbe presentare, tutto ciò che attiene al campo è nel referto arbitrale e in quel che decide il giudice sportivo, non possono essere questi argomenti da ricorso davanti a una corte federale. Ma nell’animo dei tutti tifosi ci sarebbe anche tutto il resto da sanare attraverso una sentenza con la quale il Foggia spera almeno di ottenere il rispetto dei regolamenti.