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lunedì , 2 Novembre 2026
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“Gioielli” in vendita per salvare lᄡAvellino

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La calma è solo apparente. Massimo Pugliese per il momento ha smesso di parlare (ieri nessun comunicato stampa contro giornalisti o addetti ai lavori) e pensa a lavorare al futuro dell´Avellino. Che ne sarà della società irpina resta un rebus. Dichiarazioni ed interviste degli ultimi giorni non lascerebbero dubbi circa un suo addio e una ferma intenzione di non iscrivere la squadra al campionato. Eppure nella serata di mercoledì il patron ha riunito lo staff dirigenziale (Loschiavo e Giuffrè in testa) per cominciare a pensare all´avvenire. Insomma l´intenzione, a meno di clamorose offerte da parte di acquirenti esterni, sarebbe quella di continuare a guidare l´Avellino e di iscriverla nell´ultimo giorno utile (30 giugno prossimo) al campionato, passando così come il salvatore della patria. Naturalmente il silenzio dietro il quale si è trincerato il patron non permette di avere conferme o smentite, anche perché Pugliese da ieri è fuori Avellino per lavoro. Voci di corridoio sostengono che nei prossimi giorni si potrebbe anche incontrare con un gruppo di imprenditori friuliani che lo potrebbero aiutare a risolvere l´intricata vicenda. Intanto i giocatori (quei pochi) di proprietà avrebbero avuto rassicurazioni sul futuro della società e sulla netta esclusione del fallimento. Un dato è certo (è stato lo stesso Pugliese a ribadirlo in una intervista): l´Avellino ha un patrimonio di circa quattro milioni di euro dal quale ripartire. La cifra riguarda infatti i soldi che la società puo´ incassare in tempi brevi dalle comproprietà e dai prestiti con diritto di riscatto. Pellicori, Salgado, Sestu ma anche Mengoni e Maietta rappresentano i “beni preziosi” dai quali ricavare introiti importanti che potrebbero servire per l´iscrizione. Il bomber Pellicori, a metà tra Avellino e Cesena, vale intorno ai due milioni di euro. Il Cesena avrebbe offerto cinquecentomila euro per il riscatto definitivo, ma il club irpino sarebbe pronto ad alzare la cifra. Le offerte per l´attaccante, comunque, non mancano. Dal Frosinone passando per Livorno, Reggina, Catania e Atalanta, Pellicori avrebbe solo l´imbarazzo della scelta. Scelta che invece avrebbe già fatto Salgado: tornare a Foggia. Quattrocentomila il costo dell´operazione, anche se la società pugliese poi lo girerà ad un club di serie B. Lazio e Fiorentina (che ha già acquistato la metà dal Treviso per seicentomila euro, più il 50% del cartellino di Lupoli) sono in fila per Sestu. Almeno ottocentomila euro la cifra che l´Avellino guadagnerà dalla sua cessione. Quattrocentomila euro per la metà di Mengoni (in comproprietà con il Chievo Verona) ha offerto invece il Grosseto, mentre lo stesso Chievo ed il Bologna sono pronti ad investire un milione e mezzo di euro per il cartellino di Maietta. Per riscattare invece la comproprietà di Alessio Tombesi dal Parma serviranno duecentomila euro, ma l´Avellino ne potrebbe guadagnare poi il doppio visto l´interessamento del Brescia. E Rodrigo Defendi piace al Sunderland e al Cruzeiro. Dei primi movimenti di mercato si interesserà il consulente dell´area tecnica, Vincenzo Giuffrè, che oggi Pugliese ha “inviato” alle finali del torneo Primavera. Della serie: le sorprese non finiscono mai.

IANNARONE: L´AVELLINO RISCHIA IL FALLIMENTO

Presidente nell’anno della promozione diretta in B, stagione 2002/03, Nicola Iannarone affronta la ”questione” Avellino calcio a 360 gradi. Il timore di una eventuale situazione debitoria non risultante dai bilanci pare stia facendo fuggire tutti. «I trasferimenti di quote azionarie dalla Bonatti a Sibilia, passando per Pugliese-Aliberti, Sportinvest e fino all’attuale proprietà, non erano mai sfociati nella consegna nelle mani del sindaco. Del resto, coloro che in passato hanno acquistato si sono sempre trovati ad accollarsi anche situazioni debitorie, tutte alla loro portata». Perché le forze locali non vogliono investire nell’Avellino? «In effetti, due imprenditori irpini, negli ultimi mesi, hanno discusso con me dell’attuale situazione, in quanto sembrava fossero interessati a rilevare la società. Ma la preoccupazione di ritrovarsi dinanzi a situazioni debitorie superiori ai dieci milioni di euro credo impedisca anche una semplice iniziativa di esplorazione. Per giunta, l’Avellino attuale non ha un parco calciatori di ampie proporzioni: nel 2004, quando subentrò Pugliese, invece, la situazione era diversa. In buona sostanza, oggi non vedo imprenditori disposti ad accollarsi oltre dieci milioni di debiti per un patrimonio di limitate proporzioni. E…» E poi? «C’è a monte la vicenda giudiziaria che riguarda la metà delle azioni e che impedisce l’acquisto del 100% della proprietà. Vicende, peraltro, in cui imprenditori irpini non vogliono entrare. Per questi motivi non ci sono impreditori locali disposti a subentrare, almeno per ora». Cosa intende dire? «Nessuno è interessato adesso, Ma in caso di fallimento, poi, tutti sarebbero interessati a diventare i salvatori della patria». Intanto, la partita si gioca tra Pugliese e il sindaco. «Il continuo ping-pong dei comunicati stampa tra loro due sembra stia diventando una barzelletta. Sono dispiaciuto che tutti i proclami fatti da Pugliese, come quello di tenersi per cinquant’anni l’Avellino, si siano spenti in quattro anni, con due retrocessioni e due promozioni. L’Avellino di Pugliese è stato un castello di sabbia. E dare ora la società al sindaco è come cercare un alibi per non ritenersi integralmente responsabili di un eventuale fallimento». Una parola che fa venire la pelle d’oca ai tifosi. E’così pessimista? «Stavolta, a malincuore, dico di sì. Da ex presidente e da tifoso ho paura. Sulla bilancia, per ora, vedo solo segnali negativi. O istanze di fallimento o mancanze di offerte. Ho parlato con Galasso: nessuno si è fatto avanti per comprare. Ma dove si è visto mai che il sindaco debba provvedere ad iscrivere la squadra al campionato?». E gli impreditori con i quali ha parlato di recente? «Se ci dovessero essere segnali positivi concreti, potrebbero anche farsi avanti».

OGGI SALGADO SI OPERA AL MENISCO

L’atmosfera è di quelle surreali agli allenamenti dell’Avellino al Partenio. Deserto e silenzio assoluto in attesa del 15 giugno. Fino ad allora la squadra, sotto la guida di Calori, continuerà a sudare sperando nei deferimenti (sempre più lontani) del Treviso. E per punizione anche domenica pomeriggio si terrà una inutile partitella con la Primavera. Lunedì riposo e poi di nuovo al lavoro martedì, sperando almeno negli stipendi che la settimana prossima dovrebbero essere pagati. Intanto proprio martedì Salgado sarà operato a Napoli al menisco.

Fonte: Il Mattino

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