LA CRONACA: Il Foggia si suicida a Teramo

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L´illusione della vittoria dura settantatre minuti. Poi il baratro, l´oblio, il nulla, il terrore e la doppietta fulminante del Teramo che affonda il Foggia che si schianta come un kamikaze al Comunale.
Troppo brutto per essere vero, troppo ´molle´ e privo di idee. Questa è la sensazione unanime che si è avuta nell´osservare la gara odierna che segna l´addio dei rossoneri alla zona playoff, scavalcati da Taranto, Perugia e Juve Stabia, scivolando in settima posizione.
PRIMO TEMPO
Eppure i Satanelli erano partiti a razzo. Al 2´32´´ un calcio d´angolo di Cardinale pesca la testa di Chiaretti (che aveva l´arduo compito di sostituire lo squalificato Salgado), la cui conclusione si abbatte sulla traversa, dopo che era stata ´sporcata´ da un difensore abruzzese. Il calcio d´angolo che ne consegue è letale: Cardinale cerca e trova ancora una volta Chiaretti che, però, questa volta è più preciso ed insacca con la sua ´capoccia bionda´.
Tutto qui. Poi, man mano, minuto dopo minuto, il Foggia si spegne al cospetto di un Teramo non proprio strepitoso che, però, mostrava quanto meno la voglia di vincere. Cosa che in tutta la gara non è mai appartenuta ai rossoneri.
Al 8´ un cross di Favasuli mette in difficoltà Castelli che è costretto a smanacciare via la sfera, mentre, appena 60´´ dopo, Colombaretti spara da buona posizione sul corpo di un avversario. Al 11´ ancora Foggia: Mastronunzio, però, non ci mette la giusta cattiveria e la sua conclusione è effimera. Capodaglio si fionda in avanti e ci prova con un tiro cross: Spider Man Castelli si allunga e con i pugni anticipa la testa di Myrtaj. Al 18´ arriva la penultima vera palla gol degli ospiti (l´ultima arriverà nel secondo tempo allo scadere): D´Alterio crossa per Chiaretti che al volo, dal limite, manda la sfera fuori di un soffio. Cinque minuti più tardi Margarita cerca la porta con una staffilata centrale su punizione: i guanti di Castelli si bruciano, ma la presa è efficace. Al 27´ è Capodaglio a testare i riflessi del portiere rossonero (che oggi sostituisce lo squalificato Marruocco), sempre ben posizionato. Al 36´ una punizione di Favasuli termina di poco alta, mentre, tre minuti dopo, il Teramo sugella la sua padronanza di campo costringendo la retroguardia rossonera a salvare sulla linea.
SECONDO TEMPO
Nella ripresa il Foggia conferma la sua evanescenza ectoplasmatica. Tradotto: è un fantasma.
Al 3´ Castelli è costretto ad una presa in equilibrio precario su un traversone potente dalla destra, mentre nel Teramo si scalda Amodeo che entra quattro minuti dopo rilevando Niscemi. Poi tocca a Catalano (ex Foggia) e Bono entrare (al posto, rispettivamente, di Gargiulo e Capodaglio); D´Adderio risponde con l´inserimento di Panarelli al posto di Colombaretti. Al 22´ Castelli anticipa con i pugni Myrtaj ed è proprio il centravanti albanese che dà la scossa al Teramo: al 28´, infatti, riceve palla sulla destra, la controlla senza affanno e la scaraventa a centro area dove arriva di gran carriera l´accorrente Bono che, di testa, pareggia i conti. Al 33´ Princivalli rileva Mastronunzio e, 15´´ dopo questa sostituzione (e 5´ dopo la rete del pareggio), gli abruzzesi trovano la rete di un insperato vantaggio: Amodeo raccoglie un cross e insacca di testa. 1-2 in rimonta e tanti auguri di una felice Pasqua…
Al 35´ D´Adderio si ricorda di avere Mounard seduto da una vita in panchina accanto a sè (avrà ´fatto´ le ragnatele aspettando?) e lo manda in campo (a scapito di Pagliarulo). Ma, purtroppo, la gara è ormai compromessa e ci vuole il miracolo dell´ottimo Castelli su un gran destro dalla distanza di Amodeo per evitare di subire la terza rete del match. Al 46´ una punizione di Margarita termina di poco fuori misura, ma l´ultima palla-gol dell´incontro è di marca rossonera: Shala ruba palla come uno scardina-radici e crossa, Chiaretti vola di testa dando soltanto l´illusione del gol. La palla sfiora la traversa, la accarezza, ma non termina in rete.

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