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lunedì , 2 Novembre 2026
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Notizie da…: Tutti in attesa dei nuovi programmi, Mondonico sulla graticola

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E´ trascorso il giorno della sofferenza per i tifosi grigiorossi. Sofferenza per una sconfitta che brucia e brucer� a lungo, sofferenza per i tanti rimpianti su un campionato che poteva finire in modo diverso, sofferenza per una partita gettata via, con qualche nube arbitrale, ma con molte colpe nostrane.
In queste ore in citt� il dispiacere per il ko col Cittadella si mescola per� agli interrogativi sul futuro, su cosa far� Arvedi: rilancer� o ridimensioner� il suo impegno nella Cremonese?
Per ora dalle parti di via Persico tutto tace ma il futuro non aspetta. Siamo gi� quasi a met� giugno, tra un mesetto la nuova Cremonese dovr� partire per il ritiro e non c´� molto tempo da perdere. Serve ripartire subito, magari col magone ma con la consapevolezza che c´� ancora molto da fare per rilanciare i colori grigiorossi.
Di conseguenza la societ� non pu� permettersi molte riflessioni, deve definire immediatamente i programmi (quali che siano) e ripartire. Subito.
In attesa che Arvedi chiarisca il suo pensiero, noi ci permettiamo qualche osservazione sulla situazione grigiorossa. E´ evidente che il futuro della squadra, per essere radioso, non pu� prescindere da Arvedi. Non si vede quale altro imprenditore in provincia potrebbe assumersi l´onere di portare avanti i colori grigiorossi (anche senza fare gli investimenti colossali operati da Arvedi). Perci� ragioniamo dando per scontato che il presidente resti in sella (se cos� non dovesse essere si aprirebbe una crisi di improbabile favorevole soluzione).

E siccome per natura Arvedi � un uomo che punta al massimo e che non ama perdere, diamo anche per scontato che i programmi siano in ogni caso mirati a una risalita in B se non immediata quanto meno non lontana nel tempo.

Occorre stabilire il da farsi. Il primo passo � intervenire sulla struttura societaria. Anche i playoff hanno dimostrato l´importanza di una societ� solida alle spalle. La mancanza di una figura chiave come Erminio Favalli si � fatta sentire parecchio. Occorre un collante che sappia mantenere i rapporti fra squadra e societ� e che tenga unito l´ambiente senza mai fargli perdere la bussola. Il primo anno della gestione Arvedi � servito per sistemare tante cose, anche importanti, ma ora bisogna implementare una struttura che al momento sul piano tecnico vede il solo Randazzo operativo (gli altri dirigenti si occupano dell´amministrazione).
A Randazzo si aggiunge poi l´appoggio di Cesare Fogliazza, ma serve qualche altra figura, una persona competente, saggia, con esperienza. Una figura che possa aiutare sul mercato e poi appunto durante la stagione per tenere compatto l´ambiente.
Poi c´� il problema del tecnico. Al di l� dei risultati (in fondo i grigiorossi sono arrivati a un pelo dalla B) � evidente che Mondonico non � riuscito a bucare il cuore dei tifosi. Il mister ha saputo essere decisivo con le sue scelte in molte partite ma ha anche sbagliato la partita pi� importante della stagione. E non � mai riuscito a dare un gioco brillante alla squadra (non diciamo che fosse facile, ma di fatto non ci � riuscito), nonostante la sua indubbia abilit� nel leggere le situazioni tattiche.
Soprattutto, non ha convinto sul piano comportamentale. Per tutta la stagione Mondonico ha ripetuto che la squadra � stata costruita in soli due mesi, che gli avversari erano pi� forti, che il quinto posto era gi� un grande risultato. Intendiamoci, noi non neghiamo nulla di tutto questo. E´ vero, la squadra � stata costruita in fretta, le rivali erano temibili e programmate nel tempo, vincere non � mai facile e gi� i playoff sono una conquista. Per� non si pu� dimenticare quanto ha investito Arvedi nella squadra, il valore dei giocatori, l´entusiasmo ritrovato di tutto un ambiente. E non si possono ripetere sempre le stesse cose, in modo martellante e in qualche modo diminutivo delle prospettive che spesso sono anche l´esito di una capacit� di sognare. Ecco, Mondonico non ha tenuto conto del valore del sogno.
Insomma, sarebbe bastato che Mondonico dicesse “siamo forti ma non � detto che si vinca, ricordatelo sempre” e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. La sensazione � stata invece che il mister abbia cercato di preparare in anticipo un alibi in caso di mancata promozione (cosa che Mondonico ha sempre negato dicendo che “non mette mai le mani avanti” ma francamente la sensazione era proprio opposta).
Anche sul piano dei rapporti umani il mister ha peccato in calore. Troppi atteggiamenti ombrosi, troppi screzi durante l´anno con i giocatori (e con qualche dirigente), con i giornalisti (per esempio quello della Pro Patria, offeso per un titolo sulla “Cremonese di solisti” che non voleva di sicuro mettere in dubbio le doti di Mondonico). Troppo poco calore verso i tifosi, spesso tenuti a distanza, trascurati. Forse “Mondo” si aspettava di essere amato incondizionatamente e mai criticato per i suoi trascorsi grigiorossi. Ma l´affetto va conquistato e riconquistato, giorno per giorno. E le critiche vanno accettate, come i complimenti (che quando dovuti arrivano, vedi la soddisfazione generale per le ottime scelte del mister nella semifinale di Foggia).
Mondonico ha un contratto triennale ma gli spifferi parlando di una sua possibile sostituzione. Se cos� non fosse, ci auguriamo che il mister cambi atteggiamento. Continuare sulla linea del recente passato renderebbe la coesistenza con l´ambiente oltremodo complicata, non sarebbe un buon modo di ripartire.
Se cos� fosse invece molto dipenderebbe dal nome del sostituto. Le soluzioni plausibili sono molte (Venturato? Simoni? Roselli? Costacurta?) e assai differenti fra loro. Inutile sbilanciarsi, quello che conta � che il prescelto sia adeguato al progetto di squadra che si vuole costruire (con i giovani servono alcune caratteristiche, per guidare un gruppo pi� anziano ne servono altre, dipende insomma).
Quanto alla squadra, � importante non buttare gi� tutto. La Cremonese ha solide basi da cui ripartire, possono bastare alcuni ritocchi per essere molto competitivi: bisogna aggiungere pi� qualit�.
In porta Bianchi d� garanzie assolute, basta trovare una riserva di valore adeguato (� giusto che Sirigu sia libero di salire di categoria anche per evitare un dualismo che a lungo andare pu� essere nocivo).
In difesa ci sono alcune colonne da confermare (Viali, Rossi, Brioschi, Argilli) e un giovane da rilanciare (Cremonesi). Altri se ne andranno (come per Sirigu � giusto lasciar partire Perticone e Astori, difficilmente saranno confermati Bacis e Moretti). Diciamo che un paio di innesti di qualit� (un centrale e un esterno) e un paio di giovani sistemerebbero il reparto.
A centrocampo il comparto mediani va benissimo cos� com´�, semmai servono un regista (Iori, se dovesse arrivare davvero, sarebbe perfetto) e un esterno veloce.
In attacco infine bisognerebbe trovare un´alternativa a Zauli e una punta (solo Temelin e Graziani sono un po´ poco per tutto l´anno).
Diciamo che di acquisti importanti ne servirebbero in tutto 5-6, anche contando sui possibili introiti delle cessioni. Quello che conta � non smantellare: come dice Mondonico, la programmazione negli anni conta (e al riguardo siamo d´accordissimo).

Fonte: vascellocr.it

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