Una lunga intervista di qualche anno fa rilasciata per allenatore.net ci permette di comprendere al meglio quale sia il credo tattico di Raffaele Novelli, da qualche ora nuovo tecnico del Foggia. Le parole dell´allenatore campano risalgono a due stagioni fa, quando sulla panchina del Melf� riusc� nell´impresa di centrare i play-off di C2.
MISTER NOVELLI, PERCHE´ LA SCELTA DI GIOCARE CON IL 4-3-3?
Innanzitutto mi preme sottolineare come il modulo, i numeri, la disposizione siano aspetti marginali rispetto alla mentalit�. A me piace il calcio offensivo, poco speculativo, prediligo dare alla squadra la convinzione che alla lunga i risultati dipendono da ci� che noi sapremo proporre sul campo e da come ci alleniamo durante la settimana. Con il 4-3-3 riesco a portare molti giocatori nella met� campo offensiva, posso riuscire a creare situazioni di superiorit� numerica sia all´esterno che in zona centrale, riesco a pressare e ad essere attivo anche in fase difensiva. Con il 4-3-3 si riesce a coprire bene tutto il campo, i giocatori sono vicini e ben scaglionati per poter giocare sia in ampiezza e profondit�. Ma soprattutto, il 4-3-3 � il sistema attraverso il quale riesco a trasmettere meglio la mia mentalit�, il mio modo di vedere ed amare il calcio.
CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE LA SUA SQUADRA?
Ai ragazzi chiedo umilt�, concentrazione, attenzione, spirito di sacrificio, rispetto dei ruoli e del gruppo. A me piace lavorare con persone intelligenti, che amano la loro professione e che nei momenti in cui � necessario fare dei sacrifici pensino a quanto sono fortunati rispetto a moltissimi altri salariati che, invece di dover svolgere la doppia seduta dell´allenamento, hanno magari davanti a se una lunghissima giornata di duro lavoro. Al di l� della componente caratteriale a me piace avere una squadra attiva in entrambe le fasi, propositiva e generosa, in grado di ripagare i sacrifici della dirigenza e l´affetto dei nostri tifosi con impegno e la massima volont� nell´onorare la maglia.
Certo l´organizzazione per me � importante, ritengo che uno dei compiti dell´allenatore sia quello di dare una logia ai movimenti collettivi e facilitare in questo modo i compiti dei giocatori, esaltandone le potenzialit�. L´organizzazione dev´essere la base, il telaio fondamentale sul quale il giocatore pu� contare per far emergere le proprie qualit�. Se l´organizzazione da al giocatore il supporto per esaltare le proprie qualit�, lo stesso non deve nascondersi ma dare qualit� all´organizzazione attraverso le proprie doti individuali.
QUALI SONO LE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI CHE DEVONO POSSEDERE I DIFENSORI LATERALI NEL SUO 4-3-3?
A mio avviso il difensore esterno dev´essere un giocatore abile sia in fase offensiva che in quella difensiva. Io non amo giocare con i difensori laterali bloccati, preferisco un inserimento con i tempi sbagliati che alla mancanza di iniziativa. Il calcio � un gioco dinamico dove � necessario correre per mettere in difficolt� l´avversario. Il mio modo di pensare mi impone di schierare laterali con propensione alla corsa e capacit� organiche in grado di permettere loro sia inserimenti in sovrapposizione che ripiegamenti importanti. I laterali devono essere inoltre giocatori intelligenti, in grado di leggere la situazione della palla, di operare diagonali strette o lunghe a seconda del contesto.
QUALI SONO LE PECULIARITA´ SALIENTI DEI DIFENSORI CENTRALI NEL SUO 4-3-3?
Da un punto di vista atletico nessuno dei due deve esser lento e comunque almeno uno deve essere rapido. Inoltre i difensori centrali devono saper difendere! Devono essere bravi nel leggere le situazioni di palla coperta e scoperta, devono essere abili di testa, sicuri nel confronto individuale e bgravi anche a sviluppare la fase di non possesso. Tengo molto a questo aspetto e durante la settimana lavoro a fondo il reparto affinch� la squadra sia in grado di uscire palla al piede con i propri difensori. Se ad esempio ci troviamo ad affrontare un avversario che alzando i laterali ci impedisce di uscire sui nostri esterni ed abbassando una punta cerca di mettere in zona d´ombra il nostro centromediano dobbiamo avere la capacit� di far uscire in nostro difensore centrale senza dover obbligatoriamente ricorrere al lancio lungo. E costui per poter portar palla con efficacia deve sentirsi sicuro e tranquillo. La sicurezza e la tranquillit� si acquisiscono solo dopo aver provato e riprovato sul campo le situazioni, aver valutato le difficolt� ed aver fornito ai giocatori le risposte che cercano.
PASSANDO AL CENTROCAMPO, CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE IL VERTICE BASSO?
Negli anni passati ed alla primavera della Salernitana ho spesso avuto a disposizione giocatori dalle caratteristiche prevalentemente difensive. Giocatori forti agonisticamente e molto bravi a filtrare. Al Melfi posso invece schierare un giocatore dalle caratteristiche diverse (Schiavon ndr), in grado di staccarsi dalla marcatura, di ricevere, di giocare sia sul corto che sul lungo con estrema disinvoltura ed in grado anche di creare superiorit� numerica con il dribbling se il contesto tattico richiede ci�. Il mediano, in considerazione anche della propria disposizione al centro del sistema, � un p� l´ago della bilancia di tutta la squadra. La sua capacit� di dettare i tempi ed i flussi di gioco, la sua capacit� di pressare ed interpretare la fase difensiva sono fondamentali per mantenere la squadra corta ed i reparti vicini. Essendo un giocatore strategicamente importante � fondamentale che riesca a giocare con grande intensit� per tutti i 100 minuti della gara.
I COMPAGNI DI REPARTO DEL MEDIANO CHE COMPITI HANNO?
A me piace disporre di un giocatore di quantit� e di un universale che sappia abbinare qualit� e quantit�. I centrocampisti interni devono esser bravi a creare superiorit� numerica grazie agli inserimenti, alle corse in sovrapposizione ed ai tagli dentro sul lato debole. Da un punto di vista atletico essi devono possedere grandi capacit� aereobiche e di resistenza alla velocit� dovendo correre per tutta la gara ed interpretare sistematicamente sia la fase di possesso che quella di non possesso. Da un punto di vista tecnico-tattico oltre alla visione di gioco, alla capacit� di interpretare la situazione, di leggere e giocare la rifinitura, i due centrocampisti interni devono avere dimestichezza e predisposizione per il tiro dalla distanza.
PASSANDO AL REPARTO OFFENIVO, QUALI SONO LE CARATTERISTICHE SALIENTI DEI GIOCATORI CHE COMPONGONO IL REPARTO AVANZATO?
Per Quel che concerne le ali a me piace schierare due giocatori dalle caratteristiche deiverse e complementari. Uno pi� portato ad attaccare la profondit� sui 30mt, con grande facilit� di corsa ed abile nel leggere il tempo di inserimento. L´altra ala deve invece possedere qualit� nel lavorare tra le linee per poi giocare la rifinitura. Entrambi gli lelementi devono comunque essere bravi a dare ampiezza e profondit�, devono saper leggere la situazione tattica per poter operare il movimento di deviazione pi� opportuno. Da un punto di vista tecnico, questi giocatori devono essere bravi nell´uno contro uno, nella fase di rifinitura e finalizzazione. I loro compiti per� non si esauriscono in fase offensiva. Una volta persa la palla gli attaccanti sono i primi difensori e spesso dipende da loro se il centrocampo � in grado di accorciare avanti o deve scappare dietro allungando la squadra. Inoltre l´ala sul lato debole deve scivolare all´indietro in posizione intermediaria per dar sostegno all´interno vicino, equilibrio al reparto e modo ai centrocampisti di deviare in zona palla.
ED IL CENTRATTACCO CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE?
Anche per quel che concerne la punta di riferimento non esiste uno stereotipo assoluto a meno di non disporre di un giocatore che sappia fare tutto. A Melfi disponiamo di giovani molto interessanti (Rana e Balestrieri entrambi classe ´86 ndr) dalle caratteristiche diverse. a seconda del contesto tattico, delle caratteristiche dei difensori avversari, delle condizioni del terreno di gioco posso scegliere se optare per uuna prima punta alta, forte di tesa e bravo nell´attaccare la profondit� o in alternativa puntare su un centravanti pi� mobile, bravo a far salire la squadra e a non dare punti di riferimento certi agli avversari. E´ chiaaro che a seconda della tipologia di centrattacco che ho scelto di schierare cambia il modo con cui si fa salire la squadra. Se l´avversario � chiuso o il campo � pesante la punta pi� statica e forte di testa ci permette l´alternativa della costruzione con il lancio lungo per sfruttare poi le sponde. Naturalmente tale tematica deve essere obbligatoriamente una alternativa e non dovr� mai essere una consuetudine onde evitare di veder immediatamente calare la qualit� del nostro gioco.
PER CONCLUDERE, QUALI SONO I SEGRETI PER DARE EQUILIBRIO ED EFFICACIA AL 4-3-3?
Segreti non ve ne sono. L´unica maniera per migliorare � quella di lavorare sul campo, pretendere il massimo da noi stessi e dare importanza ai particolari. Le esercitazioni sono fondamentali per migliorare e memorizzare i contesti in modo da essere rapidi di mente durante la gara. Da un punto di vista tecnico-tattico � fondamentale dar risalto all´intensit�. E´ la velocit� ci� che ti permette di superare le contromisure avversarie. Per riuscire ad essere veloci e lucidi per tutta la gara � necessario allenarsi con umilt�, applicazione e dedizione. E´necessario avere fame, possedere la capacit� di lavorare uno in funzione dell´altro, per il collettivo, senza danneggiare il lavoro fatto e ci� che stiamo portando avanti. Non dev´esserci distinzione tra giocatore esperto e giovane, tutti devono sentirsi protagonisti del progetto ed amare ed apprezza il lavoro che fanno, ripagando il sacrificio della societ� e l´affetto dei tifosi.
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