TEAM ANALYSIS : VERONA

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scritto da Piero Colangelo
Allenatore UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Il Verona � partito alla grande in questo campionato e pareva che dovesse fare corsa a s�, tanto appare il divario tra la qualit� del suo organico e quello di quasi tutte le altre concorrenti, ma dopo le sconfitte consecutive con la Salernitana e Lecce, tutto sembrava in discussione, sinanche la panchina del riflessivo e preparato Grosso. Il tecnico ha cos� cominciato a studiare soluzione tattiche alternative ruotando i calciatori in diverse posizioni, facendo leva sulle loro abilit� tecnico tattiche ma anche sulla loro �flessibilit�. Il tecnico abbruzzese ha provato quasi tutto lo spettro dei moduli conosciuti per poi optare per l� 1-4-3-3, trasformatosi successivamente in 1-4-1-4-1, con i due esterni Lee e Matos che partono sulla linea delle mezzali. Sistema di gioco confezionato su misura per Pazzini che non ha perduto il suo incredibile istinto del goal ma che non � mai stata una punta di movimento e non lo pu� essere a trentaquattro anni suonati.
La squadra ha anche modificato radicalmente nel corso del suo cammino in questo campionato il suo atteggiamento. Inizialmente entrava in campo con l�intento di fare la partita riversandosi con tantii calciatori nell�area avversaria e finendo per lasciare campo e troppe opportunit� agli avversari. Nelle ultime partite sta assumendo un atteggiamento pi� utilitaristico, spesso attende l�avversario per poi colpirlo grazie ad uno spessore tecnico superiore.
Senza dubbio un maggiore equilibrio alla squadra lo ha dato il sud coreano Lee. Si tratta del classico calciatore asiatico, brevilineo e dal fisico minuto, la solita �zanzara fastidiosa �che lavora a tutta fascia andando a �coprire� sino ai limiti della propria area, ma anche pronto a rilanciare l�azione con la rapidit� tipica dei calciatori con le sue caratteristiche. A volte manca un po´ di lucidit�, specie in fase conclusiva, ma il suo notevole apporto alla manovra � fuori discussione.
Sulla fascia destra opera Matos, un calciatore dalle indubbie capacit� tecniche ma non sempre lineare nelle sue giocate, comunque da tenere sempre d�occhio perch� se trova campo mette il turbo e diventa difficile contrastarlo. Spesso per� si perde in giocate poco produttive.
Di Carmine si dimostra, anno dopo anno, quel giocatore astuto ed abile nel rendere sempre difficile la vita del difendente che si trova nei suoi paraggi. Nelle gerarchie di Grosso si trova un gradino sopra Pazzini che in B spopola dimostrandosi un cecchino infallibile grazie anche alle marcature, a volte allegre, che esercitano i difensori della cadetteria. Ritorna a Verona dopo la deludente esperienza in Spagna con il Levante e certamente dar� il suo contributo per la risalita della squadra veneta.
Colombatto si dimostra pi� maturo e concreto rispetto alla precendente esperienza di Perugia ed ha ridotto notevolmente la sua percentuale di fallosit�. In questo prima parte del campionato si � alternato con il polacco Dawidowicz (calciatore che pu� indifferente giocare da difensore centrale e centrocampista) e con lo stesso Gustafson nella posizione di play.
Come esterno basso sinistro, dopo un inizio non entusiasmante, si sta confermando sui livelli dello scorso anno a Bari lo sloveno Balkovec, gran fisico, grande corsa e buona tecnica. Mentre sulla fascia opposta garantisce sempre un rendimento dignitoso il grintoso ex cremonese Almici.
Al centro della difesa, all�inamovibile Marrone, il vero registro arretrato della squadra, si accompagna il gi� citato Dawidowicz , mentre completano la rosa difensori affidabili come Bianchetti, Caracciolo ed Empereur.
A centrocampo, sta crescendo e tanto il giovane Danzi , un 99 del vivaio. Un centrocampista completo dotato di personalit�, qualit� tecniche e corsa, tanto da essere spesso preferito a calciatori molto pi� titolati. Ottimo il campionato che sta disputando Zaccagni (95). Anche lui prodotto del vivaio, centrocampista incursore che quando parte palla al piede � difficilmente marcabile. Fisicit�, qualit� tecniche e tiro preciso e potente sono le sue qualit� migliori.
Centrocampista centrale di destra � Gustafson. Calciatore di propriet� del Torino, che � (quasi) pronto per giocare nella serie superiore. Ottima visione di gioco e bravo nelle geometrie, pu� giocare da centrocampista centrale ma anche da play. Deve ancora crescere sotto l�aspetto tattico ed in fase d�interdizione, ma certamente � un calciatore che pu� ambire ad alti traguardi.
Deludenti sinora Laribi e soprattutto Henderson, nemmeno lontano parente di quello ammirato lo scorso anno nel Bari.